Mafia e fascisti: il rapporto Peri [da “I Siciliani”, giugno 1985]

23 dicembre 2006 Nessun commento

da "I Siciliani", giugno 1985

«Esiste una potente organizzazione dedita alla consumazione dei sequestri di persona, con richiesta di altissimi riscatti per fini eversivi (…). I mandanti dei sequestri vanno ricercati negli ambienti politici delle trame nere e in ambienti insospettabili; questa organizzazione si è servita e si serve delle non meno potenti organizzazioni mafiose siciliane e calabresi (…). Sequestri di persona, attentati, omicidi, tutto fa parte di un'identica strategia intesa a determinare il caos scardinando i poteri di difesa dello Stato al fine di instaurare nuove condizioni di potere e di dominio…». Prosegui la lettura…

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Stragi in Sicilia – Un documento rivela…Quel patto oscuro tra mafia, servizi e P2 [di Michele Gambino – “Avvenimenti” 17 giugno 1992]

23 dicembre 2006 Nessun commento

Mafiosi, massoni, terroristi neri, uomini dei servizi segreti. Nel 1977 un funzionario della questura di Trapani scoprì che tutti questi personaggi obbedivano ad una "centrale operativa" con progetti destabilizzanti. Il funzionario "pazzo" fu trasferito. Poi venne la "rete informativa" siciliana del SuperSismi, il servizio parallelo gestito dalla P2. Infine la scoperta del "Centro Scorpione", nato a Trapani nel 1987 da una costola di Gladio e utilizzato per scopi mai conosciuti. Dopo la strage di Capaci qualcuno vuole vederci chiaro sulle strutture clandestine dei Servizi in Sicilia. Ma c'e' il segreto di Stato… Prosegui la lettura…

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L’aereo caduto nel ’72. Alla ribalta le rivelazioni di un ex estremista “nero”. Montagnalonga, sul DC 8 c’era una bomba? La sorella di una vittima: riaprite le indagini [di Laura Anello – Giornale di Sicilia – 6 maggio 2000]

23 dicembre 2006 Nessun commento

    "Sono a tremila piedi su Punta Raisi, viro a destra, poi entro sulla 25 sinistra". Poi fu silenzio. Quel DC 8 proveniente da Roma che avrebbe dovuto atterrare intorno alle 10 di sera, finì schiantato sul costone di Montagnalonga, con il suo carico di 115 persone, 108 passeggeri (di cui 4 mai identificati) e sette componenti dell'equipaggio. Era il 5 maggio del 1972 – ieri ricorreva il ventottesimo anniversario – e la città visse uno dei più grandi lutti della sua storia recente. 

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Il disastro di Montagna Longa in un rapporto l’altra verità [di Enrico Bellavia – La Repubblica – 26 aprile 2001]

23 dicembre 2006 1 commento

    Due poliziotti sull'autostrada se lo videro passare sopra abbastanza basso da ricordarsene. Una casalinga al balcone lo vide sparire dietro la montagna con un rumore assordante e poi scorse un bagliore sul costone. Un uomo, sul versante opposto della roccia, ebbe l'impressione che volasse come avvolto dalle fiamme. Il primo perito ricostruì che non poteva essere andata così. Altri quattro tecnici dopo di lui tirarono fuori tesi diverse, giunsero a conclusioni opposte, ma, mai, mai misero in discussione che di incidente si era trattato. Il fuoco doveva per forza essere una conseguenza. Rimase solo un vice questore. Solo lui credette a un attentato e come tale lo trattò. Ma nessuno gli diede retta. 

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Sinopsi e Nota di “Sogni d’acqua” – Edoardo Rebulla

23 dicembre 2006 Nessun commento

Eduardo Rebulla – Sogni d’acqua – Sellerio editore Palermo,1999

 

“Anziché spostare qualcosa dall’ombra alla penombra cercando di fare luce in un mistero, il meccanismo qui offerto procede in direzione opposta: togliere luce e rendere misteriosa una vicenda apparentemente scontata. Dalla piena luce alla penombra” La vicenda apparentemente scontata cui Rebulla fa riferimento è il disastro aereo di Montagna Longa, dove il 5 maggio 1972 un volo diretto a Palermo si schiantò, provocando la morte di 115 persone – una tragedia che, almeno cronologicamente, aprì per Palermo un’epoca luttuosa di misteri e di veleni. Intorno a questo nucleo (l’ipotesi che a Montagna Longa non sia accaduto un incidente, ma il primo episodio di una stagione di violenza organizzata), si intreccia la storia di cinque personaggi il cui destino è unito dall’aver ciascuno perduto nel disastro “qualcuno che in realtà aveva già perso”. Una trama di circostanze li seduce e la loro, più che un’indagine, si profila come una resa al gioco delle premonizioni e delle coincidenze, sotto la regia di un enigmatico personaggio. E dalla resa – al pessimismo, al simbolismo di una vicenda di marchio inevitabilmente indecifrabile della realtà – più che una verità, e assai di più di un’inchiesta, emerge una rappresentazione della lunga agonia della città che Sciascia definì “irredimibile”.

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Una specie di introduzione: Montagna Longa, una storia siciliana.

23 dicembre 2006 2 commenti

Voglio raccontarvi una storia. Difficile. Che disorienta. Che ad entrarci dentro fa venir voglia di riemergere a riprendere fiato. Cupa. Dolorosa. Siciliana. Di uomini. Di donne. Siamo in Sicilia, appunto. A Palermo, ed è il 5 maggio del 1972. Un aereo esplode e cade su Montagna Longa. Nessun sopravvissuto. Prosegui la lettura…

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Non salire su quell’aereo [di Maurizio Macaluso – Quarto Potere – 2 marzo 2007]

22 dicembre 2006 Nessun commento

Un ex esponente dell'estrema destra rivela che il disastro di Montagna Longa fu opera di un gruppo di terroristi. Maria Eleonora Fais, sorella di una delle vittime, lo ha incontrato

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C'è un uomo che conosce la verità, che sa tutto su quella strage. Quella sera doveva essere sull'aereo schiantatosi sulle montagne di Palermo. Qualche minuto prima della partenza però qualcuno gli consigliò di non imbarcarsi. Il suo posto fu occupato da una giovane giornalista palermitana che stava tornando in Sicilia per fare visita ai suoi familiari. Si chiamava Angela Fais. Aveva ventisette
anni. La ritrovarono due giorni dopo il disastro. Gli occhi chiusi ed il volto bianco semicoperto dai lunghi capelli, il braccio sinistro e parte del corpo bruciati. Sua sorella, Maria Eleonora, si batte da trentacinque anni per ottenere giustizia. Ha raccolto prove ed ha scoperto che c'è una verità diversa da quella accertata dalle autorità.

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E se fosse stato un missile? [di Maurizio Macaluso – Quarto Potere – 9 marzo 2007]

22 dicembre 2006 Nessun commento

Nuovi particolari sulle clamorose rivelazioni dell'estremista di destra che ha parlato del disastro aereo di Montagna Longa puntando il dito su alcuni ex compagni della lotta armata

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L'aereo fu abbattuto. Una bomba o, forse, un missile sparato da terra, uno di quelli del tipo Stingher, un'arma micidiale capace di abbattere caccia ed elicotteri da guerra, facilmente manovrabile da un solo uomo. E' questo lo scenario apocalittico descritto da un ex estremista di destra. L'uomo, ex compagno di Pierluigi Concutelli, che oggi vive a Palermo, ha rivelato che il Dc 8 schiantatosi la sera del 5 maggio del 1972 sulle montagne del capoluogo siciliano sarebbe stato fatto esplodere da terroristi. Negli anni Settanta operava in Sicilia un gruppo di estremisti capeggiati da Pierluigi Concutelli, leader dell'eversione fascista, che era stato incaricato di compiere una serie di stragi ed omicidi con l'obiettivo di destabilizzare il Paese. Il gruppo, che avrebbe avuto una sede vicino il teatro Politeama, nel centro di Palermo, era dotato di armi sofisticate e di campi paramilitari. Nel 1974 la polizia fece irruzione in un vecchio edificio, alla periferia di Erice, in cui era stata segnalata da una fonte confidenziale la presenza di terroristi.

Quando gli agenti arrivarono, Pierluigi Concutelli ed i suoi uomini erano già andati via. Nel corso del blitz furono rinvenute tracce della presenza dei terroristi e dell'attività compiuta nel campo. Sui muri del casolare erano disegnati bersagli circolari. A terra furono ritrovati numerosi bossoli e valvole di radio rotte. In un angolo fu rinvenuta una catena che era stata utilizzata per issare su un albero una lunga antenna radio. Un altro campo paramilitare fu scoperto a Menfi, in provincia di Agrigento. Attività eversive sarebberostate effettuate anche presso l'aeroporto militare Boccadifalco di Palermo. Secondo l'estremista, l'obiettivo dell'organizzazione era di riuscire a destabilizzare il Paese ed assumerne il controllo.

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I nomi dei passeggeri morti nel disastro [di Maurizio Macaluso – Quarto Potere – 15 marzo 2007]

21 dicembre 2006 1 commento

Rosario Adelfio, Palermo;
Alfonso Alaimo, Firenze;
Maria Gloria Alaimo, Firenze;
Giuseppe Albergamo, Palermo;
Ignazio Alcamo, Palermo;
Pasquale Ales, Palermo;
Lucia Armao, Palermo;
Fabio Badalotti, Torino;
Mario Bombonati, Palermo;
Lidia Borcich Tosi, Palermo;
Rosario Borzì, Paternò;
Filippo Buttitta, Bagheria;
Giacomo Buttitta, Palermo;
Calogero Cammarata, Palermo;
Concettina Cammarata, Palermo;
Giovanni Cammarata, Palermo;
Silvana Cammarata, Palermo;
Fernando Cannizzaro, Palermo;
Giuseppe Catalanotto, Palermo;
Giovanni Cavataio, Alcamo;
Piero China, Caltanissetta;
Antonino Cisarò, Calatafimi;
Olga Crichton, Londra;
Elisa Criscuoli, Palermo;
Pietro Criscuoli, Palermo;
Francesco Crispi, Palermo;
Carla Colajanni, Palermo;
Annamaria Corrao Maffei, Roma;
Salvatore Culmone, Palermo;
Salvatore D'Anna, Palermo;
Armand De Bono, Londra;
Nicolò De Luca, Palermo;
Elisabetta Di Maggio, Palermo; Paolo Di
Maio, Mazara del Vallo;
Giovanni Durante, Palermo;
Angela Fais, Palermo;
Alessandro Fanuele, Palermo;
Ignazio Faso, Terrasini;
Giuseppe Filippi, Milano;
Ezio Gobbi Frattini, Torino;
Antonino Fontana, Trapani;
Antonio Fontanelli, Firenze;
Lidia Gagliardi, Mondello;
Cecilia Gallina, Palermo;
Gioacchino Genuardi, Palermo;
Paolo Grassadonia, Palermo;
Mario Graziano, Palermo;
Attanasio Greco, Palermo;
Alessandro Guccione, Mondello;
Giuseppe Gussio, Palermo;
Franco Indovina, Palermo;
Giovanni La Rocca, Palermo;
Filippo Lazzara, Palermo;
Mariella Leone, Palermo;
Giovanni Lino, Palermo;
Maria Lo Casto, Palermo;
Gaspare Lo Grasso, Palermo;
Stefano Lo Presti, Palermo;
Filippo Lorico, Palermo;
Egidiana Lucchesini, Palermo;
Vincenzo Martino, Castelvetrano;
Pamela Mc Carty, Palermo;
Litterio Maggiore; Adriana Magnolfi, Palermo;
Guido Magnolfi, Palermo;
Giuseppe Misuraca, Palermo;
Giovanni Montalto, Palermo;
Bruno Motta, Rovigo;
Bernadette e Vincent Navarre;
Santo Novara, Mazara del Vallo;
Armando Pappalardo, Terrasini;
Giuseppina Paternostro, Palermo;
Francesco Pirrello, Palermo;
Claudio Provenzano, Palermo;
Francesco Pomara, Castelvetrano;
Roberto Pottino, Palermo;
Gaetana Restivo, Bagheria;
Rosalia Ricci, Viterbo;
Giuseppe Ricci, Viterbo;
Bernardo Rizzo, Palermo;
Alfonso Russo, Agrigento;
Giuseppe Russo, Agrigento;
Elisabetta Salatiello, Palermo;
Lelio Sammarco, Palermo;
Santolini; Francesco Savatteri, Palermo;
Michele Savatteri, Palermo;
Bianca Maria Savona, Palermo;
Giacomo Scaccianoce, Palermo;
Mario Scaglione, Palermo;
Alberto Scandone, Palermo;
Giuseppe  Scialabba, Trabia;
Girolamo Tamburello, Palermo;
Vincenzo Tiscini, Palermo;
Giuseppe Travia, Palermo;
Giovanni Trupiano, Palermo;
Gaetano Vaccaro, Palermo;
Carmelo Valvo, Palermo;
Cestmir Vicpaleck, Torino;
Fulvio Visentini, Palermo;
Francesco Volpe, Palermo;
Gabriella Zanca Giaconia, Palermo;
Giuseppe Zaratti, Palermo;
Giuseppina Zarbo Graffagnino, Palermo;
Vladimirio Zarbo, Palermo;
Luigi Zuliani, Palermo;
Willy Zwaenwpoel.

Nel disastro aereo persero la vita anche il comandante Roberto Bartoli e sei componenti dell'equipaggio.

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Quei corpi avvolti dal mistero [di Maurizio Macaluso – Quarto Potere – 15 marzo 2007]

21 dicembre 2006 Nessun commento

C'era chi tornava a casa per riabbracciare la madre. C'era chi veniva in Sicilia per il voto. Centoquindici persone persero la vita nel 1972 nel disastro aereo di Montagna Longa. Tra loro alcuni vip e sette trapanesi

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Centoquattordici salme giacevano allineate l'una accanto all'altra nei corridoi dell'Istituto di medicina legale, al policlinico di Palermo. Centoquattordici corpi dilaniati dall'esplosione e martoriati dal fuoco. "Voglio vedere mio figlio, voglio vedere mio figlio". Angela Guida ripeteva ossessivamente queste parole. Lo sguardo duro e gli occhi lucidi di chi ha versato tante lacrime. In una mano un fazzoletto. I poliziotti tentavano di impedirle di entrare, ma lei non era disposta a desistere. Era arrivata da Calatafimi per vedere suo figlio e nessuno sarebbe riuscito a fermarla. "Fatemi entrare", ripeteva implorando gli agenti. "Vi prometto che non urlerò".

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