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Zona Grigia [2]

23 dicembre 2006

Nella registrazione del nastro della torre di controllo si sente chiaro il dialogo fra il pilota Roberto Bartoli, il comandante, ed il sergente Rosario Terrano: «Sono a 5.000 piedi, dice il pilota, «Scendo virando sul mare, a destra, e atterro sulla pista 25 sinistra (sotto vento)».Nel nastro risultano altre registrazioni che confermano che il sergente Terrano, dalla sua postazione nella torre aveva visto l'aereo passare sull'aeroporto, ne aveva seguito la traiettoria diretta verso le montagne, osservando le luci di navigazione, ne aveva apprezzato, in base alla sua esperienza, la velocità, che giudicava vicina a quella di stallo di un DC 8 in fase di "corto finale".

«Nelle sue dichiarazioni all'Autorità giudiziaria e in quelle date per l'inchiesta dei colonnello Lino», aggiunge la Fais, "il Terrano si contraddice e smentisce tutto quanto aveva detto nelle sue conversazioni con i colleghi controllori di volo di Roma, nell'immediatezza dell'impatto".

Poiché si configurava l'ipotesi di falsare la verità per impedire la ricerca delle cause della sciagura, le parti civili chiesero una perizia mirata al nastro registrato, della torre di controllo, per analizzare alcune cancellature che si interponevano nel dialogo dei due controllori di volo.

I magistrati Aldo Grassi, Sebastiano Cacciatore e il dott. Pietro Vitaliti respinsero la richiesta.

Le parti civili si chiesero come mai il Terrano, che aveva i mezzi per intervenire tempestivamente, visto che aveva avuto l'impressione che l'aeromobile improvvisamente seguiva la pista sbagliata, non richiamò i piloti con la radio.

Terrano affermò che i contatti radio elettrici fra lui e l'aereo si erano improvvisamente interrotti, forse a causa di una sconnessione delle apparecchiature di bordo che precedette l'impatto e la disintegrazione dei velivolo.

li comandante Ferretti, facente parte della commissione d'inchiesta ministeriale, a nome dei piloti dell'Anpac, avanzò il sospetto di una esplosione nella carlinga, di un incendio provocato da un missile terra aria (dei tipo Stingher) facile da sparare anche da un solo uomo con un lancia missili trasportabile a spalla.

Come si è detto, il sospetto venne azzerato e l'inchiesta ministeriale si chiuse alla chetichella il 27 giugno, dopo appena 15 giorni di lavoro, ma con l'infondato teorema che "i fatti determinanti l'incidente aereo fossero stati la mancata osservanza da parte di entrambi i piloti del manuale di volo, l'insufficiente osservazione all'esterno della cabina di pilotaggio, viste le condizioni disastrate dell'aereoporto, la distrazione dei comandante Bartoli, evidenzíatasi nel corso della giornata, a causa di annebbiamento cerebrale dovuto a droga o alcool".

I familiari delle parti civili, assieme all'ANPAC, già provati dal dolore, si ribellarono alle conclusioni scandalose dell'inchiesta Lino e dalla perizia dei prof. Ideale Dei Carpio, che allora dirigeva l'istituto di Medicina Legale di Palermo, risultò che il sangue di quei martoriati piloti era pulito, indenne da droga e alcool.

Cosa spinse la commissione ad affermare, tra l'ameno e il grottesco, che il secondo pilota Bruno Dini era così superficiale che sentendo il suo comandante dire "atterro nella 25 sinistra" paradossalmente fraintese il messaggio virando per 180° a sinistra e impattando nelle montagne?

  1. 5 giugno 2007 a 23:03 | #1

    “ne aveva apprezzato, in base alla sua esperienza, la velocità, che giudicava vicina a quella di stallo di un DC 8 in fase di “corto finale”.”

    Notevole! In base alla mia esperienza non saprei nemmeno valutare la velocità dell’automobile che guido tutti i giorni senza consultare il tachimetro. Il Signore in questione invece… e poi conosce pure la velocità di stallo del DC8 con tutto ciò che significa visto che varia in funzione di molteplici variabili!

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