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Tracce di esplosivo? [5]

23 dicembre 2006

– La borsa di Angela Fais non era bruciata e neanche i documenti personali (patente auto, passaporto, tesserino del giornale, tessera di partito, tessera di associazioni culturali ed ambientaliste). Era di pelle e aveva la cerniera scardinata come se avesse subito lo spostamento d'aria provocato da una esplosione.

– Le pillole Optalidon erano sfarinate. Le penne biro Bic apparivano come frantumate a colpi di martello su una incudine. 

– Le prove di impatto, in laboratorio, anche a 250 – 300 Km/h non raggiunsero questi risultati poichè il peso specifico della penna Bic e delle compresse Optalidon è bassissimo e solo con una esplosione si possono raggiungere quei risultati.

– Tutte le vittime erano senza scarpe: nella descrizione di molti incidenti aerei un fatto simile è, in genere, spiegato con un avviso di emergenza ai passeggeri, da parte del personale di bordo, in vista di un ammaraggio, di un atterraggio di emergenza, a causa di un incidente a bordo, di un incendio o qualcos'altro.

– Sebbene le condizioni di molti corpi sembrassero compatibili con una esplosione, il Procuratore Giovanni Pizzillo e i suoi sostituti non ritennero opportuno disporre una perizia balistica per verificare l'eventuale presenza di tracce di esplosivo.  E' il caso di ricordare che tale perizia si è rivelata decisiva per svelare l'attentato ad Enrico Mattei. a distanza di trentacinque anni ne è stato riesumato il corpo, in particolare le tibie, e si è trovata la traccia balistica. L'autopsia (non balistica) venne fatta solo ai cadaveri dei due piloti.

– Molte vittime erano disintegrate per effetto di esplosione (del regista Indovina si ritrovarono documenti di identità, patente di guida e protesi dentaria). Altri corpi, specie quelli seduti in coda, erano in posizione di riposo, come se dormissero. 

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