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Anni difficili – Introduzione/L’investigatore dimenticato Giuseppe Peri [I^ Parte]

15 dicembre 2006 1 commento

Renato Azzinnari          Leone Zingales

 Anni difficili

 L'intelligente intuizione

di un investigatore siciliano

tra mafia ed eversione negli anni '70,

decennio dei misteri e dei buchi neri

 (Il rapporto di Giuseppe Peri)

Istituto Gramsci Siciliano

***

Indice

Introduzione                              

L’investigatore “dimenticato”       

Giuseppe Peri                                   

Il rapporto Peri                              

Documenti allegati al Rapporto    

Post Scriptum                                 

***

A quei validi investigatori che in tempi difficili, in silenzio e con tenacia, sono riusciti a lavorare coraggiosamente ma sono stati fermati, purtroppo, ad un passo dalla verità.

***

Introduzione Di Renato Azzinnari e Leone Zingales

 
Sgomberiamo il campo da una questione che potrebbe sfociare in un equivoco inutile. Questa pubblicazione non è uno "scoop". In questa sede non si vuole cercare notorietà e sensazionalismo

Il documento integrale che fa parte di questo scritto vuole essere soltanto la testimonianza di un lavoro investigativo che, a nostro giudizio, è giusto che venga valorizzato.

Il rapporto firmato dall'acuto investigatore Giuseppe Peri ha messo in luce una serie di aspetti, nel campo delle indagini pure, che successivamente sono stati riesplorati da altri operatori della polizia giudiziaria e "potenziati" grazie allo strumento dei collaboratori di giustizia e, in ultima analisi, a sofisticate apparecchiature elettroniche. Oggi, insomma, è più facile condurre una difficilissima indagine rispetto a ieri.

Giuseppe Peri si è trovato tra le mani un caleidoscopio di notizie e le ha sviluppate secondo una sua personalissima intuizione.

Tra le mani dell'integerrimo poliziotto palermitano è finito un mosaico di ardua ricostruzione "storico-giudiziaria" che è stato sezionato come se si operasse chirurgicamente

Peri si è mosso in anni difficili, gli anni '70 del secolo scorso.

Anni in cui gli investigatori più preparati del nostro Paese si sono trovati a dovere risolvere «gialli» e misteri, (vedi stragi, omicidi "eccellenti" trame politico-mafiose intrighi in cui servizi deviati e cellule terroristiche di estrema destra hanno fatto il bello ed il cattivo tempo). Anni, quelli '70, in cui l'opinione pubblica ha trovato più di una difficoltà a comprendere il filo conduttore di determinati crimini, di determinati fatti di sangue. Anni difficilissimi gli anni '70. Per gli investigatori più capaci del nostro Paese non è stato facile affrontare con serenità e con la mentalità giusta argomenti “scottanti”. Non è stato raro assistere al fallimento di certe indagini proprio quando la verità era ad un passo. Non è stato raro assistere alla "caduta" di certi magistrati quando questi, dopo avere percorso un sentiero irto di rischi e difficoltà oggettive e ambientali, si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano quando la linea del traguardo era praticamente alla loro portata.

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Anni difficili – Rapporto Peri [II^ Parte]

14 dicembre 2006 Nessun commento

IL RAPPORTO PERI

 

 

Squadra di P.G. della P.S.

Presso la Procura della Repubblica

di Marsala

Trapani 22-8-1977

 

Oggetto:

                                  

A) – Dr. CORLEO Luigi da Salemi. Patito sequestro di persona.  Indagini a carico di:

CONCUTELLI Pier Luigi, di Oscar e di Petrucci Emilia, nato a Roma il 3-6-1944, residente a Palermo, largo Parini 18 – Colpito da mandato di cattura:

 

B) – RAPPORTO GIUDIZIARIO DI DENUNZIA a carico di:

 

1°)   CONCUTELLI Pier Luigi, nato il 3-6-1944, Detenuto dal 14-2-977 nel Carcere di Volterra;

2°)   MARTINESI Luigi, nato a Brindisi il 14-6-1931, arrestato il 9-9-1975, Detenuto nelle Carceri di Taranto, ex segretario del M.S.I. di Brindisi;

3°)   COSTANTINI Gian Franco, nato a Lecce il 2-5-1949, arrestato il 9-9-1975, Detenuto nelle Carceri di Sulmona;

4°)   LUCERI Mario, nato a Lecce il 3-1-1938, arrestato il 9-9-75, Detenuto nelle Carceri di Brindisi;

5°)   TORPEDINE Antonio, nato a San Pancrazio (Brindisi) il 7-2-54, arrestato il 14-9-75, Detenuto nelle Carceri di Taranto;

6°)   MAGLIO Angelo, nato a Brindisi il 27-6-1939, arrestato il 20-10-1975, Detenuto nelle Carceri di Brindisi;

7°)   ALOISI Marcello, nato a Sogliano Cavour (Lecce) l’8-7-1944, arrestato il 7-12-1975, Dottore in Geologia, Detenuto nelle Carceri di Lecce;

8°)   PELLEGRINI Mario, nato a Papozze (Rovigo) il 4-8-1939, residente a San Pancrazio (Brindisi) via Massa Carrara n.8, Latitante, colpito da mandato di cattura emesso dal G.I. di Taranto il 15-10-1975;

9°)   FINI Elia Renzo, nato a Bagni di Lucca il 3-1-1946, residente a Viareggio via SS. Annunziata n. 8, Latitante, colpito da mandato di cattura emesso dal G.I. di Taranto il 15-10-75;

10°) MARTINESI Antonio, nato a Brindisi il 5-1-1937, arrestato il 19-8-1976, Detenuto nelle Carceri di Taranto;

11°) MICELI Salvatore, nato il 12-4-1946 a Salemi (Trapani) residente a Napoli via Antonio Meucci 5, Latitante, colpito da mandato di cattura del G.I. di Taranto;

12°) ZIZZO Salvatore, nato a Partanna il 18-1-1910, dimorante obbligato a Quartu S. Elena (Cagliari), A Piede Libero;

13°) GULLO Salvatore Vito di Vito e di Zizzo Maria, nato a Salemi il 22-6-1948, residente a Stia (Arezzo) dimorante a Ponte Tresa (Varese), A Piede Libero;

14°) GULLO Biagio di Vito, nato a Salemi l’1-1-1950, soggiornante obbligato a Mombercelli (Asti), A Piede Libero;

15°) LENA Fernando fu umberto nato a Civitavecchia il 4-2-1921, residente a Roma, Detenuto in esecuzione di mandato di cattura emesso dal G.I. Tribunale di Marsala;

16°) GRAZIANI Giorgio, nato a Roma il 16-5-1943, ivi residente via Genzano n. 194, A Piede Libero;

17°) SCAGLIONE Girolamo di Giuseppe, nato ad Alcamo il 10-9-1945, residente a Reggio Emilia, Via Pergolesi n. 6, A Piede Libero;

18°) MESSINA Nicolò, nato a Mazzara del Vallo il 7-2-1935, già detenuto nelle carceri di Palermo, Ucciso il 16-7-1977;
19°) VANNUTELLI Vito di Giuseppe, nato a Mazara del Vallo il 28-4-1939, Detenuto nelle Carceri di Trapani;

20°) FERRO Giuseppe di Vincenzo, nato ad Alcamo il 5-1-1942, Detenuto nelle Carceri di Palermo;

21°) RENDA Giuseppe di Andrea, nato ad Alcamo l’1-2-1935, Latitante, colpito da mandato di cattura del G.I. di Palermo;

22°) FILIPPI Giuseppe di Antonino, nato ad Alcamo il 3-2-1937, Detenuto nelle Carceri di Palermo;

23°) MESSINA Antonio fu Salvatore, nato a Campobello di Mazara l’11-6-1946, ivi residente via F. Crispi n. 2, Detenuto nelle Carceri di Trapani;

24°) GONDOLA Vito fu Giuseppe, nato a Mazara del Vallo il 6-4-1938, ivi abitante in Via Gessai n. 2, Impiagato I.S.L.A. di Castelvetrano, A Piede Libero;

25°) MUIA Giuseppe di Francesco, nato a Siderno (Reggio Calabria) il 9-1-1944, Detenuto nelle Carceri di Milano;

26°) Zummo Giuseppe di Rocco, nato a Gibellina il 3-1-1949, ivi residente via XXV strada n. 2, Impiegato I.S.L.A. di Castelvetrano, A Piede Libero;

27°) NASTASI Baldassare di Andrea, nato a Partanna il 28-8-1948, residente a Gibellina, Villaggio Rampiseri, 71 strada, decoratore, A Piede Libero;

28°) GENCO Vito di Paolo e di Teri Fara, nato a Partanna il 29-9-1949, residente a Cittiglio (Varese) via IV Novembre n. 3, carrozziere, A Piede Libero;

29°) BIUNDO Gaspare di Giuseppe, nato a Partanna il 20-10-1935, residente a Menfi (AG), Baracche S. Michele, via Trieste n. 35, A Piede Libero;

30°) TERRANOVA Andrea di Antonio, nato a Gibellina il 21-6-1949, Geometra, ivi residente villaggio Rampiseri n. 71, strada II, A Piede Libero;

31°) NASTASI Baldassare fu Leonardo, nato a Partanna il 31-10-1939, ivi residente via Roma n. 119, sarto, emigrato a Mendrisio (Svizzera), A Piede Libero;

32°) IGNOTI. Promotori dei delitti seguenti consumati allo scopo di finanziare un movimento politico antiparlamentare.

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Anni difficili – Rapporto Peri [III^ Parte]

12 dicembre 2006 Nessun commento

Le circostanze anzidette dimostrano che un’unica potente organizzazione mafiosa, per la presenza di affiliati legati da stretti vincoli di parentela, facente capo al noto mafioso ZIZZO Salvatore ed a suoi altereghi, ha preso in appalto la realizzazione dei quattro sequestri in questione: due in Sicilia, in comuni viciniori di province limitrofe per ragioni tattiche (Salemi e Sciacca) uno a Milano-Lainate e un altro in Puglia (Gallipoli) poiché in ciascuno di essi figura, come riscontro probante ora – nel caso sequestro PERFETTI – la banconota trovata a MESSINA Nicolò (compagno di latitanza del Vannutelli, del Ferro e del Renda suddetti), ora la banconota trovata a GRAZIANI Giorgio che ha tentato l’espatrio – amico di Scaglione Girolamo da Alcamo e di Lena Fernando – caso sequestro CAMPISI – orea la presenza insolita a Salemi di ZIZZO Salvatore la mattina del 17/7/1975 (giorno in cui è stato consumato il sequestro CORLEO) presenza che inizia fin dal 7 precedente (a soli 7 giorni dal sequestro CAMPISI), ora la incriminazione, nel sequestro MARIANO, del MICELI Salvatore “alias Luciano Patti” nipote dello stesso ZIZZO e tutt’ora latitante.

Inoltre, come riscontro ricorrente sia nel sequestro del CAMPISI che in quello del MARIANO, che dimostra l’unicità dell’organizzazione, è da evidenziare che in entrambi i casi uno dei carcerieri è di accento “romano” mentre figura la presenza di un individuo con le braccia molto pelose sia nel sequestro del CORLEO che in quello del MARIANO.

Che tale potente organizzazione mafiosa perseguisse indirettamente dei fini che esulano dal mero conseguimento del prezzo del riscatto dei sequestrati, fini diversi perseguiti invece dai mandanti, è dimostrato dalla dichiarazione resa dal CAMPISI Nicola dopo la sua liberazione e cioè che ricevuta, dopo due giorni dalla sua cattura, la visita, nel cunicolo ove veniva tenuto segregato, di tre individui incappucciati e indossanti delle tute, di cui uno con accento “romano” e l’altro con accento settentrionale, costoro gli avevano precisato “di non essere dei comuni delinquenti” ma che “agivano per delle finalità non meglio precisate”.

Più esplicitamente la stessa ammissione nel caso del sequestro di MARIANO Luigi, era stata fatta, come anzidetto, dal MARTINESI Luigi allorquando al G.I. Dr. Morelli ha chiarito i fini dei sequestri decisi a Roma.

Circa la responsabilità di alcuni dei consociati nel sequestro di PERFETTI Egidio, consumato a Lainate il 13.1.1975 e del cui riscatto una banconota fu trovata in possesso di Messina Nicolò, si fa presente che ZIZZO Salvatore, MICELI Salvatore e GALEOTTI Antonio nato a Napoli il 17-1-1930, arrestati il 19-2-1973 a Napoli unitamente ad altri per associazione per delinquere e spaccio di stupefacenti, furono scarcerati in data 20/3/1975 dal G.I. di Napoli per decorrenza dei termini e assegnati alle seguenti dimore obbligate:

      ZIZZO Salvatore a Narcau (Cagliari)

      GALEOTTI Antonio ad Olzai (Nuoro)

      MICELI Salvatore ad Agius (Sassari) e, poi, a Tempio Pausania (SS) da dove si rese irreperibile tra il 28 ed il 29 luglio ’75.

Il MICELI, tratto in arresto dai carabinieri di Capua il 24/3/76 in esecuzione di mandato di cattura emesso il 12-8-1975 dal G.I. di Napoli per violazione degli obblighi, impostigli, veniva dimesso il 19-9-1976 dal carcere di S.Maria Capua Vetere con obbligo di dimorare a Colli al Volturno (Isernia). Dal 18-2-1977 al 23-2-77 è stato autorizzato a recarsi a Salemi ed in atto è irreperibile.

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Rapporto Peri [IV^ Parte]

15 maggio 2006 Nessun commento

E che dire del fatto che all’Avv. Negri, per la consegna de riscatto di due miliardi per la liberazione del sequestrato PERFETTI, è stato imposto di ripercorrere più volte l’itinerario Lainate – Lodi – Varese?

Nel periodo della durata del sequestro di PERFETTI, il MICELI Salvatore era detenuto nelle carceri di Napoli, ma che necessità aveva, dopo essere stato scarcerato, allontanandosi arbitrariamente dal soggiorno obbligato di Tempio Pausania, di raggiungere il cugino GULLO Vito a Milano, egli che risulta compartecipe del sequestro di MARIANO Luigi?

Il MICELI, interrogato dal Giudice Morelli, giustificò il suo viaggio il 4 agosto a Milano con MARTINESI Antonio ed ALOISI Marcello asserendo di dover incontrarsi col cugino GULLO Vito(e forse anche con cugino GULLO Biagio) nipote di ZIZZO Salvatore per salutarlo (prima versione) e per farsi consegnare documenti falsi (seconda versione). I due cioè il Martinesi e l’Aloisi si recano, poi, in aereo da Milano a Zurigo, una delle città della Svizzera nota per il riciclaggio del denaro proveniente da sequestri di persona.

Il MARTINESI Antonio ed il COSTANTINI Gianfranco si recarono a Tempio Pausania per liberare il Miceli dal soggiorno obbligato lo stesso giorno od il giorno successivo ad altro viaggio fatto a Reggio Calabria dal Martinesi Antonio col cugino Martinesi Luigi per un abboccamento con esponenti dell’ambiente mafioso di SIDERNO, comune a Miceli, tra i quali Antonio MACRI’, noto capo mafia di Sidereo. Caso strano che il 25 maggio decorso i Carabinieri di Milano, tra 28 pregiudicati, arrestano MUIA Giuseppe, di anni 33, da Sidereo Marina (R.C.), in oggetto generalizzato, trovato in possesso di una banconota da £. 50.000 proveniente dal riscatto di PERFETTI Egidio.

Anche tale circostanza, cioè l’arresto del MUIA, prova i collegamenti tra le associazioni mafiose calabresi e siciliane nella consumazione dei sequestri e per la presenza del MARTINESI Antonio a Sidereo, di essi Martinesi coimputati, poi, col MICELI Salvatore, nel sequestro Mariano, si ha la riprova della nota finalizzazione anche del sequestro PERFETTI, stando alla confessione dello stesso MARTINESI Luigi circa il fine dell’autofinanziamento dei sequestri.

E’ quindi ipotizzabile che il viaggio dei due suddetti MARTINESI a Sidereo, nel luglio 1975 e, dopo, a Milano con MICELI ed a Zurigo non poteva avere altro scopo che la cooperazione nel riciclaggio del denaro del sequestro di PERFETTI Egidio.

In relazione a tale sequestro è necessario disporre una perizia comparativa tra il contenuto della lettera estorsiva di £. 7 miliardi, dattiloscritta, recante il timbro postale Milano 16-1-1975, pervenuta alla famiglia Perfetti tramite l’avv. Negri Gianfranco Clementi ed il contenuto delle lettere pervenute alla famiglia di MARIANO Luigi, scritte di pugno del sequestrato, spedite da Reggio Calabria, Catanzaro e Roma.

E’ necessario, inoltre, disporre una perizia fonetica comparativa tra tutte le registrazioni delle conversazioni telefoniche eseguite in occasione delle richieste dei riscatti dei quattro sequestri di persona in argomento per stabilire se gli interlocutori estorsori siano le stesse persone.

E’ noto che, in occasione del sequestro di CORLEO Luigi, i sequestratori abbandonarono su una autovettura, a Ponte Biddusa, sulla Statale Salemi-Marsala, due caricatori per mitra con complessive 60 cartucce recanti sul fondello dei bossoli la sola d’identificazione “Leon Beaux C-9 M-38 1966”. Poiché il Ministero della Difesa – Direzione artiglieria di TERRARMIMUNI ha fatto conoscere che le cartucce appena descritte, facenti parte di un lotto di 3600 cartucce, sono state distribuite alla direzione della Marina Militare di AULLA (Massa Carrara) e alle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Cagliari, Torino ed Udine, è stato richiesto, a ciascuno dei suddetti Comandi Militari, di comunicare se in data anteriore al 17/7/75 – data del sequestro del Corleo – siano state sottratte cartucce calibro 9 lungo per mitra con la citata sigla di identificazione, in loro danno.

Parallelamente è stato richiesto al G.I. Dr. Corrieri del Tribunale di Firenze di comunicare l’iscrizione completa incisa sulla base dei fondelli delle 339 cartucce cal. 9 rinvenute a Roma il 13/2/977 nell’abitazione di CONCUTELLI Pier Luigi all’atto del suo arresto nonché l’iscrizione incisa sulla base dei fondelli dei bossoli cal. 9 lungo per mitra rinvenuti in occasione dell’omicidio del Giudice Vittorio OCCORSIO.

Il dottor Corrieri, con nota n. 558/76 del 25-5-77 ha fatto conoscere che tutte le armi e le munizioni sequestrate al CONCUTELLI sono state versate alla Cancelleria dei corpi di reato del Tribunale di Roma che ha giudicato per direttissima il Concutelli stesso e, pertanto, non è in grado di specificare la scritta esistente sui fondelli dei bossoli e delle cartucce di cui sopra.

Analogo quesito è stato fatto al Presidente della 9^ Sezione Penale del tribunale di Roma.

I Comandi delle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Udine, Torino – Tranne quello di Cagliari – Uffici OAIO rispettivamente con note del 24-5-77, 7-7-77, 6-6-77, 30-6-77 hanno comunicato che non risulta alcun ammanco di cartucce cal. 9 con la sigla “Leon Beaux C-9-M-38-1966” verificatosi in data anteriore al 17-7-75.

La direzione del munizionamento della Marina Militare di AULLA con nota del 24-5-77 ha comunicato che presso quella direzione non si sono verificate sottrazioni di munizioni di qualsiasi calibro e tipo.

E’ stato anche richiesto al Ministero della Difesa di comunicare a quali reparti militari ed in quali date siano stati assegnati la pistola Beretta cal. 9 corto matricola 781761 ed il moschetto automatico mod. 38/A “Beretta cal. 9” matricola 448, sequestrati al CONCUTELLI Pier Luigi, nelle anzidette circostanze.

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14 maggio 2006 Nessun commento

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COMMISSARIATO DI P.S. DI ALCAMO

 

N. 1000/2                                                                                             ALCAMO 18.11.1976

 

OGGETTO: Dr CORLEO Luigi da Salemi – patito sequestro di persona.

 

                      INDAGINI A CARICO DI:

                      CONCUTELLI Pier Luigi di Oscar e di Petrucci Emilia, nato a Roma il 3.6.1944, residente a Palermo, largo Parini n. 18, colpito da mandato di cattura.     

                      Latitante – Ricercato.

 

Raccomandata

            ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI                       MARSALA

E per conoscenza

            ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI                       TRAPANI

            ALLA QUESTURA DI                                                             TRAPANI

 

Si espongono, per dovere d’ufficio, sospetti che il soprageneralizzato CONCUTELLI Pier Luigi, colpito da ordine di cattura n. 336/75 emesso l’11-9-1975 dal Tribunale di Palermo e da mandato di cattura emesso il 29.3.1976 dal Tribunale di Taranto, per concorso in sequestro di persona, possa essere l’autore delle telefonate fatte ai congiunti del sequestrato CORLEO Luigi, in occasione delle trattative per la consegna del prezzo del riscatto, per i seguenti motivi:

         la spregiudicatezza messa in atto per la cattura del sequestrato, tipo militare, con diverse squadre di uomini su cinque auto, armati di mitra

         la spregiudicatezza nel minacciare, in forma indiretta, gli Organi di Polizia che sarebbero subito dopo sopraggiunti, lasciando due caricatori da 40 colpi carichi per mitra sul sedile posteriore di una autovettura, usata per il sequestro, ed abbandonata a Ponte Biddusa, sulla statale Marsala-Salemi;

         il tono militaresco, deciso, del capo dell’organizzazione criminosa usato nelle ripetute richieste dei venti miliardi per il riscatto del CORLEO, che fa apparire l’interlocutore, nelle registrazioni telefoniche, perentorio, cinico ed oltremodo spregiudicato;

         l’uso corretto, da parte di detto interlocutore, della lingua italiana al punto da usare, con priorità, la proposizione interrogativa indiretta al congiuntivo, tanto da far pensare che si trattasse, quantomeno, di una persona diplomata (il CONCUTELLI ha conseguito il diploma ed era studente universitario in agraria);

         l’accento non definibile di alcuna regione, ma sicuramente non siciliano di detto interlocutore (il CONCUTELLI è figlio di lombardo ed è stato ambientato a Roma);

         la conoscenza della zona Salemi-Castelvetrano da parte del CONCUTELLI Pier Luigi che, come noto, ha fatto parte di un campo paramilitare in quel di Menfi;

         la coincidenza non del tutto fortuita, che fonte confidenziale nei giorni decorsi, ha suggerito a personale del Nucleo Antiterroristico della Questura di Catania, di ricercare il latitante CONCUTELLI Pier Luigi nelle proprietà degli AGUECI, da Salemi, nelle contrade “Mendola-Aquila-Rampigallotto”, nel circondario di Salemi, nelle medesime contrade di proprietà degli stessi Agueci che, subito dopo il sequestro del CORLEO, sono stati indicati da un anonimo come località ove si sarebbe potuto trovare il sequestrato.

Da notare che nella contrada “Aquila”, nelle adiacenze del lago Trinità, furono rinvenute abbandonate due autovetture usate per il sequestro del CORLEO;

         la esosità del prezzo del riscatto in lire venti miliardi, irriducibile, mai sinora richiesti in delitti del genere che fa pensare ad una particolare destinazione di detta somma;

         la scoperta di un campo paramilitare in contrada “S. Anna” di Erice nel settembre 1974, con rinvenimento di bersagli circolari disegnati sui muri di un casolare rustico, di numerosi bossoli di arma corta, di valvole di radio rotte, di una catena per fissare al tronco di un albero una lunga antenna radio che faceva preludere e sospettare movimenti ed organizzazione di persone armate, spregiudicate, con intendimenti sovversivi della attuale forma di governo;

         il clima di terrore creato ad Alcamo sino a qualche mese prima del sequestro del CORLEO avvenuto il 17-7-1975 che investe sia la sfera politica, con gli omicidi del socialista PISCITELLO Antonino, consumato il 26-4-1975, del democristiano GUARRASI Francesco Paolo, assessore ai lavori pubblici, consumato il 28-5-1975, con una mancata strage in pieno centro abitato a seguito del rinvenimento, nella via COPERNICO di Alcamo, di 14 candelotti di dinamite non esplosi, la stessa notte dell’omicidio del Piscitello, per causa fortuita, sia la sfera degli Organi dello Stato con l’attentato alla vita di due Carabinieri viaggianti, di notte, verso le ore 2, su una autoradio in contrada “Canalotto” di Alcamo Marina il 22-6-1975, delitti questi rimasti tutti sinora senza gli autori identificati mentre di certo vi è soltanto che, a seguito di perizia balistica, il Piscitello ed il GUARRASI risultano uccisi con una stessa arma cal. 38.

         Come corollario al crescendo di tali gravi delitti che hanno sparso il terrore in queste zone e nei centri limitrofi si è verificato, poi, come anzidetto, il sequestro del CORLEO Luigi – notoriamente D.C. – ad opera di diverse squadre di uomini armati di mitra che agirono con un “colpo di mano” del tipo militare, non ricorrente in queste contrade;

         Allo scopo di derimere o meno i sospetti che scaturiscono dalle suesposte considerazioni che potrebbero essere validi e degni di essere presi in esame, soprattutto poiché il CONCUTELLI Pier Luigi è colpito da mandato di cattura per concorso in un sequestro di persona, consumato, nel corrente anno, in Puglia, pregasi codesta Autorità Giudiziaria voler disporre perizie fonetiche comparative tra le richieste telefoniche, incise sui nastri nel corso delle indagini dagli inquirenti, fatte da ignoto interlocutore per la consegna della somma per il riscatto del CORLEO e la voce del CONCUTELLI quando sarà catturato.

In via preliminare si suggerisce anche, per un giudizio orientativo, di fare ascoltare le voci dell’ignoto interlocutore registrate in occasione del sequestro CORLEO ad Ufficiali od Agenti di P.G. che, in un modo o in un altro, nel territorio della Repubblica, hanno avuto, nel passato, la possibilità di avvicinare il CONCUTELLI, conversare con lui e di ricordarne la voce.

 

IL V. QUESTORE A.

F.to Peri Dr. Giuseppe

 

                   Pcc

IL FUNZIONARIO DI P.S.

 

TRAPANI 31.8.1977.

 

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