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Rapporto Peri [IV^ Parte]

15 maggio 2006

E che dire del fatto che all’Avv. Negri, per la consegna de riscatto di due miliardi per la liberazione del sequestrato PERFETTI, è stato imposto di ripercorrere più volte l’itinerario Lainate – Lodi – Varese?

Nel periodo della durata del sequestro di PERFETTI, il MICELI Salvatore era detenuto nelle carceri di Napoli, ma che necessità aveva, dopo essere stato scarcerato, allontanandosi arbitrariamente dal soggiorno obbligato di Tempio Pausania, di raggiungere il cugino GULLO Vito a Milano, egli che risulta compartecipe del sequestro di MARIANO Luigi?

Il MICELI, interrogato dal Giudice Morelli, giustificò il suo viaggio il 4 agosto a Milano con MARTINESI Antonio ed ALOISI Marcello asserendo di dover incontrarsi col cugino GULLO Vito(e forse anche con cugino GULLO Biagio) nipote di ZIZZO Salvatore per salutarlo (prima versione) e per farsi consegnare documenti falsi (seconda versione). I due cioè il Martinesi e l’Aloisi si recano, poi, in aereo da Milano a Zurigo, una delle città della Svizzera nota per il riciclaggio del denaro proveniente da sequestri di persona.

Il MARTINESI Antonio ed il COSTANTINI Gianfranco si recarono a Tempio Pausania per liberare il Miceli dal soggiorno obbligato lo stesso giorno od il giorno successivo ad altro viaggio fatto a Reggio Calabria dal Martinesi Antonio col cugino Martinesi Luigi per un abboccamento con esponenti dell’ambiente mafioso di SIDERNO, comune a Miceli, tra i quali Antonio MACRI’, noto capo mafia di Sidereo. Caso strano che il 25 maggio decorso i Carabinieri di Milano, tra 28 pregiudicati, arrestano MUIA Giuseppe, di anni 33, da Sidereo Marina (R.C.), in oggetto generalizzato, trovato in possesso di una banconota da £. 50.000 proveniente dal riscatto di PERFETTI Egidio.

Anche tale circostanza, cioè l’arresto del MUIA, prova i collegamenti tra le associazioni mafiose calabresi e siciliane nella consumazione dei sequestri e per la presenza del MARTINESI Antonio a Sidereo, di essi Martinesi coimputati, poi, col MICELI Salvatore, nel sequestro Mariano, si ha la riprova della nota finalizzazione anche del sequestro PERFETTI, stando alla confessione dello stesso MARTINESI Luigi circa il fine dell’autofinanziamento dei sequestri.

E’ quindi ipotizzabile che il viaggio dei due suddetti MARTINESI a Sidereo, nel luglio 1975 e, dopo, a Milano con MICELI ed a Zurigo non poteva avere altro scopo che la cooperazione nel riciclaggio del denaro del sequestro di PERFETTI Egidio.

In relazione a tale sequestro è necessario disporre una perizia comparativa tra il contenuto della lettera estorsiva di £. 7 miliardi, dattiloscritta, recante il timbro postale Milano 16-1-1975, pervenuta alla famiglia Perfetti tramite l’avv. Negri Gianfranco Clementi ed il contenuto delle lettere pervenute alla famiglia di MARIANO Luigi, scritte di pugno del sequestrato, spedite da Reggio Calabria, Catanzaro e Roma.

E’ necessario, inoltre, disporre una perizia fonetica comparativa tra tutte le registrazioni delle conversazioni telefoniche eseguite in occasione delle richieste dei riscatti dei quattro sequestri di persona in argomento per stabilire se gli interlocutori estorsori siano le stesse persone.

E’ noto che, in occasione del sequestro di CORLEO Luigi, i sequestratori abbandonarono su una autovettura, a Ponte Biddusa, sulla Statale Salemi-Marsala, due caricatori per mitra con complessive 60 cartucce recanti sul fondello dei bossoli la sola d’identificazione “Leon Beaux C-9 M-38 1966”. Poiché il Ministero della Difesa – Direzione artiglieria di TERRARMIMUNI ha fatto conoscere che le cartucce appena descritte, facenti parte di un lotto di 3600 cartucce, sono state distribuite alla direzione della Marina Militare di AULLA (Massa Carrara) e alle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Cagliari, Torino ed Udine, è stato richiesto, a ciascuno dei suddetti Comandi Militari, di comunicare se in data anteriore al 17/7/75 – data del sequestro del Corleo – siano state sottratte cartucce calibro 9 lungo per mitra con la citata sigla di identificazione, in loro danno.

Parallelamente è stato richiesto al G.I. Dr. Corrieri del Tribunale di Firenze di comunicare l’iscrizione completa incisa sulla base dei fondelli delle 339 cartucce cal. 9 rinvenute a Roma il 13/2/977 nell’abitazione di CONCUTELLI Pier Luigi all’atto del suo arresto nonché l’iscrizione incisa sulla base dei fondelli dei bossoli cal. 9 lungo per mitra rinvenuti in occasione dell’omicidio del Giudice Vittorio OCCORSIO.

Il dottor Corrieri, con nota n. 558/76 del 25-5-77 ha fatto conoscere che tutte le armi e le munizioni sequestrate al CONCUTELLI sono state versate alla Cancelleria dei corpi di reato del Tribunale di Roma che ha giudicato per direttissima il Concutelli stesso e, pertanto, non è in grado di specificare la scritta esistente sui fondelli dei bossoli e delle cartucce di cui sopra.

Analogo quesito è stato fatto al Presidente della 9^ Sezione Penale del tribunale di Roma.

I Comandi delle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Udine, Torino – Tranne quello di Cagliari – Uffici OAIO rispettivamente con note del 24-5-77, 7-7-77, 6-6-77, 30-6-77 hanno comunicato che non risulta alcun ammanco di cartucce cal. 9 con la sigla “Leon Beaux C-9-M-38-1966” verificatosi in data anteriore al 17-7-75.

La direzione del munizionamento della Marina Militare di AULLA con nota del 24-5-77 ha comunicato che presso quella direzione non si sono verificate sottrazioni di munizioni di qualsiasi calibro e tipo.

E’ stato anche richiesto al Ministero della Difesa di comunicare a quali reparti militari ed in quali date siano stati assegnati la pistola Beretta cal. 9 corto matricola 781761 ed il moschetto automatico mod. 38/A “Beretta cal. 9” matricola 448, sequestrati al CONCUTELLI Pier Luigi, nelle anzidette circostanze.

Dalla suddetta nota del G.I. del Tribunale di Firenze e dalla nota n. 050298/U.P. del 28-5-77 della Questura di Roma risulta che la pistola sopramenzionata è stata venduta in data 16-2-1940 alla fabbrica d’armi del Regio Esercito (F.A.R.E.) di Gardone Val Trompia i cui registri andarono distrutti in seguito agli eventi bellici mentre il moschetto automatico Beretta sopraindicato non è risultato registrato presso la fabbrica Beretta.

Con nota n. 558/76° del 23/5/77 del G.I. Dr. Corrieri del Tribunale di Firenze si veniva a conoscenza, tramite un verbale di rinvenimento e sequestro della Squadra Volante 5° Gruppo della Questura di Roma, che in occasione dell’omicidio del Giudice Vittorio OCCORSIO erano stati rinvenuti, sul piano stradale della via Giubba di Roma, n. 30 bossoli cal. 38, recanti sul fondello la scritta “S & W 9 MM”.

Inoltre si veniva a conoscenza che, delle cartucce rinvenute in occasione dell’arresto del CONCUTELLI, recavano quanto a 49 il marchio S & W 9MM ed 11 la scritta “GFLM 38*960” e che né per le prime né per le seconde cartucce risultava la provenienza.

E’ stato richiesto al Ministero della Difesa di comunicare a quali reparti militari ed in quali date siano state assegnate, anteriormente al 10-7-76, come facenti parte di lotti i munizioni, le 30 cartucce recanti sul fondello la scritta S & W 9 MM precisando se dette cartucce siano ovvero siano state in dotazione di reparti militari italiani e per quali specie di armi.

E’ stato anche richiesto di rispondere ai medesimi quesiti per le 49 cartucce recanti sui fondelli la stessa scritta S & W 9 MM nonché per le 11 cartucce recanti la scritta anziprecisata, sequestrate il 14 febbraio decorso in occasione dell’arresto del Concutelli.

Il Ministero della Difesa, con nota del 28-7-1977, ha comunicato, inoltre, che le cartucce recanti sul fondello dei bossoli la sigla GLFM M.38-1960 sono del cal.9 per moschetto automatico Beretta e risultano fabbricate nell’anno 1960 dalla società Giulio Fiocchi di Lecco e che l’intero quantitativo del contratto è stato ripartito, oltre che ai Ministeri di Grazia e Giustizia e dell’Interno, ai vari Depositi Munizioni elencati nella nota.

E che dire delle dichiarazioni rese da Guido Giannettini, ex agente del SID, al processo di Catanzaro per la strage di Milano allorquando, nel suo promemoria, riferendosi agli avvenimenti italiani del 70/72 ed al fallito colpo di Stato riferisce:

“In questa vicenda furono coinvolti diversi ambienti tra cui il Fronte Nazionale di Borghese, le organizzazioni combattentistiche da lui dirette, Avanguardia Nazionale guidata allora da Guido Paglia, gruppi di estrema destra guidati dal marchese (il cui nome figura cancellato) il costruttore edile Orlandini e diversi ambienti militari tra cui elementi dello Stato Maggiore della Marina. Furono coinvolti pure esponenti del Ministero dell’Interno che era diretto a suo tempo dal D.C. Restivo, legati ad Avanguardia nazionale tramite il medico Salvatore Drago, medico della P.S. e gruppi di ex paracadutisti diretti dal tenente Saccucci” (dal Giornale di Sicilia del 14-5-77).

Anche alla luce di queste affermazioni sinora non è stata possibile una spiegazione sulla provenienza delle 60 cartucce rinvenute in occasione del sequestro di CORLEO Luigi e facenti parte di una degnazione di 3600 cartucce date in dotazione a comandi militari tra i quali la direzione della Marina Militare di AULLA (M.C.) e nemmeno sull’origine di tutto il materiale militare, non reperibile in commercio, trovato nell’abitazione del CONCUTELLI.

E’ risultato dalle indagini, inoltre, e non pare che sia una fortuita coincidenza che, nel settembre del 1975, tale ZUMMO Giuseppe, da Ghibellina, in oggetto generalizzato, impiegato all’I.S.L.A. di Castelvetrano, effettua un viaggio con NASTASI Baldassarre, da Partanna, decoratore residente a Ghibellina, generalizzato in rubrica, con lo scopo di dovere acquistare quest’ultimo, alla Fiera di Milano già chiusa in aprile, una spruzzatrice.

Lo ZUMMO, interrogato l’11-12-75, chiarisce che, giunti in aereo a Milano provenienti da Palermo, con una Fiat 127 noleggiata a Milano, entrambi si erano recati, passando da Ponte Tresa e da Varese, in un paesino della Svizzera distante dal confine circa 30 Km e che non sa precisare per ivi fare una visita ad un amico del NASTASI e del quale neppure sa riferire il nome. Precisa, inoltre, che, partiti da Milano alle 16.30 erano arrivati alle ore 18.30 in Svizzera da dove, ripartiti alle ore 21.30, erano rientrati a Milano verso le 3 della notte dopo essersi fermati a Ponte Tresa a Varese.

Per il noleggio di due giorni dell’auto a Milano, effettuato nelle vicinanze della stazione ferroviaria, lo ZUMMO dice di aver pagato £. 30.000 o 40.000 e conclude asserendo che il Nastasi, dopo due giorni rientrava in Sicilia mentre egli, rimasto a Milano, si era recato a Genova e, quindi, a Gemonio (Varese) per andare a trovare il suo amico GENCO Vito, carrozziere, del quale fu ospite due giorni. Poi si era recato a Varese, Udine, Venezia, Milano e, quindi, era rientrato in Sicilia dopo avere trascorso un periodo di ferie in Lombardia.

Il predetto conferma che i Carabinieri di Luino avevano elevato contravvenzione al Nastasi per guida con patente scaduta dell’autovettura Fiat 127 targata TP 98138.

In sede di ulteriore interrogatorio lo ZUMMO precisa che, raggiunto in aereo Milano con il Nastasi Baldassarre, entrambi si erano recati, in treno non con auto noleggiata a Milano, a Varese ed a Gemonio ove avevano pranzato con l’amico GENCO Vito il quale aveva loro prestato una autovettura con la quale entrambi si erano recati in Svizzera a trovare un amico del quale lo ZUMMO non sa riferire il nome. Precisa anche che entrambi avevano dormito nell’abitazione del GENCO che si era preoccupato di ritirare l’auto rimasta in panne a Luino e che il Nastasi non aveva acquistato nessuna spruzzatrice.

Il NASTASI Baldassare, interrogato l’11-12-75, ammette di essersi recato, nel settembre del ’75, a Milano in aereo con lo Zummo per comprare, alla Fiera, una spruzzatrice ed anche a Gemonio per fare visita ad un amico, GENCO Vito, che gli aveva prestato una sua autovettura Fiat 125 con la quale, sempre in compagnia dello Zummo si era recato in Svizzera a MENDRISIO. Confermava che i Carabinieri di Luino gli avevano contestato una contravvenzione per guida con patente scaduta e che la Fiera di Milano era già chiusa sin dal mese di aprile; di sapere che il geom. Terranova Andrea aveva preso in affitto una villa a Porto Palo in società con BIUNDO Gaspare, da Partanna, guardiano in un cantiere edile di Menfi.

Di nuovo interrogato il 12-1-76, ammetteva di essere stato a cena a Porto Palo nella villetta anzidetta con ZUMMO Baldassarre ed il geom. Terranova. Circa il viaggio fatto a MENDRISIO, in Svizzera, con Zummo, precisava di esserci andato per fare visita al proprio cugino NASTASI Baldassare, suo omonimo.

Il GENCO Vito, residente a Gemonio, in contraddizione on le affermazioni dei due, dichiarava di avere rilevato egli stesso lo ZUMMO ed il NASTASI a Linate e di averli riaccompagnati lui stesso a Linate.

Le contraddittorie affermazioni dei tre celano ben altri scopi dei loro incontri: lo ZUMMO ed il NASTASI, non a caso, si erano recati a Ponte Tresa ove come anziriferito, si trovava GULLO Vito, nipote di ZIZZO Salvatore ed il quale, nel mese di agosto del ’75, il giorno 4, era stato “visitato” da MICELI Salvatore, pure nipote di ZIZZO Salvatore, in compagnia di MARTINESI Antonio e di ALOISI Marcello, imputati entrambi del sequestro di MARIANO Luigi. Lo scopo del viaggio, fatto dai due a Milano per comprare la spruzzatrice non poteva essere altro, per le contraddizioni anziesposte, che la cooperazione per il riciclaggio in Svizzera del denaro proveniente dal riscatto del banchiere MARIANO Luigi pagato il 26-8-75 o per il riciclaggio del denaro pagato l’11-8-75 per il riscatto del pof. CAMPISI Nicola, da Sciacca.

E’ da notare, che per raggiungere, da Varese, MENDRISIO, in Svizzera, non è necessario transitare per Ponte Tresa che si trova a Nord di Varese. Quale altro interesse potevano avere quindi, lo ZUMMO ed il NASTASI, a recarsi a Ponte Tresa, località dove dimorava GULLO Vito, cugino di MICELI Salvatore il quale, come si ricorda, allontanatosi arbitrariamente da Tempio Pausania raggiunse Milano nei primi di agosto dello stesso anno 1975 in compagnia dei due pugliesi MARTINESI Antonio ed ALOISI Marcello, poi imputati del sequestro di MARIANO Luigi, per incontrarsi col cugino Gullo Vito?

Che le trame eversive nere, costituite da organizzazioni anti-parlamentari, abbiano avuto a capo persone insospettabili riunitesi, secondo la dichiarazione di MARTINESI Luigi, a Roma nei primi mesi del ’75 per programmare quattro sequestri di persona avvalendosi della delinquenza comune e mafiosa, è dimostrato dalla specie di materiale rinvenuto e sequestrato nell’abitazione del CONCUTELLI Luigi nell’atto del suo arresto e cioè:

         un “manuale per l’Ufficiale del Genio, fascicolo “A” esplosivi e demolizioni” stampato dallo Stato Maggiore dell’Esercito recante sulla copertina: “870 per uso esclusivo d’Ufficio” (D.P.R. 10-1-1975 n. 3 – Circolare dello S:M:E: Ispettorato Genio pot. 01/2700 del 30-9-69);

         un libretto stampato dal titolo “Cenni sull’impiego degli esplosivi e sui lavori da mina” edito, nel febbraio 1959, dallo Stato Maggiore Esercito – Ufficio Ispettorato delle Trasmissioni”;

         n- 339 cartucce cal. 9 non reperibili in commercio ed altro materiale di provenienza militare elencato nel verbale di sequestro.

Chi ha dato questo materiale militare, specie le due pubblicazioni sull’uso degli esplosivi, al CONCUTELLI Pier Luigi?

Le indagini sinora svolte non hanno consentito di identificare le persone che hanno fornito il suddetto materiale militare al CONCUTELLI.

Chi ha fornito le 60 cartucce cal. 9 per mitra rinvenute, in due caricatori lunghi da 40, in contrada Ponte Biddusa sulla nazionale Salemi-Marsala, abbandonate su una autovettura dai sequestratori del CORLEO e che, da accertamenti, risultano fare parte di un lotto di 3.600 cartucce assegnate, come forniture, alla Direzione della Marina Militare di AULLA (Massa Carrara) alle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Cagliari, Torino ed Udine?

Chi ha fornito al CONCUTELLI due tesserini personali di riconoscimento in bianco del Ministero della Difesa con timbro a secco dello stesso Dicastero?

Queste suddette considerazioni ed i conseguenti interrogativi provano che a Roma la centrale delle trame eversive operava attivamente a livelli insospettabili e che, pertanto, la riunione cui ha partecipato a Roma il MARTINESI Luigi è realmente avvenuta anche se questi non ha voluto fare i nomi dei partecipanti di spicco e che è anche vera la programmazione, nel 1975, di 4 sequestri di persona al fine di autofinanziamento.

Conferma, inoltre, questa delittuosa realtà eversiva collegata ai sequestri quanto riferisce il CAMPISI di avere appreso dai suoi sequestratori durante la prigionia e cioè che essi non erano dei comuni delinquenti ma che agivano per finalità non meglio precisate.

E chi avrebbe potuto notare, nelle varie città d’Italia ed all’estero, la presenza del CONCUTELLI Pier Luigi… in missione per organizzare – a livelli criminali, mafiosi, e politici – e realizzare sequestri di persona dal momento che egli è stato trovato in possesso di documenti d’identità e di espatrio falsi:

– un passaporto falso n. 1927/Reg. 11473883 rilasciato dalla Questura di Treviso l’11-3-1975 a BALZARO Albino, nato a Zero Branco il 7-2-1951, con la fotografia di CONCUTELLI Pier Luigi;

– altro passaporto n. 21346/Reg. 9630166/P rilasciato dalla Questura di Venezia il 16-10-1973 a CASTELLI Mario nato a Roma il 3-9-1940 con la fotografia di CONCUTELLI Pier Luigi;

– una carta d’identità n. 22127042 rilasciata dal Comune di Venezia-Chirignago il 19-3-1976 a CASTELLI Mario nato a Roma il 3-9-1940;

– altra carta d’identità n. 15856224 rilasciata dal Comune di Roma il 12-5-1974 a MURA Maurizio nato a Roma il 3-2-1945 ivi abitante in via Lante 33 entrambe con le fotografie di CONCUTELLI Pier Luigi;

– una patente cat. B n. 8456394 rilasciata dalla Prefettura di Roma il 24-1-1974 a MURA Maurizio nato a roma il 3-2-1945 ivi abitante in via Lante 33 e recante pure la fotografia di CONCUTELLI Pier Luigi?

E chi avrebbe potuto scoprire il colore politico del CONCUTELLI Pier Luigi, alias BALZARO Albino, alias CASTELLI Mario, alias MURA Maurizio e, tramite lui, dei consociati e delle trame eversive nere dei relativi esponenti, dal momento che egli è stato trovato in possesso di una tessera di iscrizione al Partito Comunista Italiano n. 0479824 rilasciata a CASTELLI Mario, abitante a Roma, iscritto dal 1974, appartenente alla sezione “A. Gramsci” e relativa all’anno 1975?

I collegamenti tra gruppo politico (mandanti) e gruppo non politico (esecutori) nel sequestro di persona di Mariano Luigi vanno ricercati a livello di due potenti organizzazioni come è detto nella sentenza di rinvio a giudizio del G.I. Dr. Morelli.

Mentre per Luigi MARTINESI il potere centrale è rappresentato dal movimento politico, per Antonio MARTINESI non può che essere rappresentato dall’organizzazione mafiosa. Basta ricordare la sua devota amicizia con Antonio MACRI’, noto capo mafia di SIDERNO e la sua stretta collaborazione con Salvatore MICELI.

Infatti fu mandato nel luglio 1975 a Reggio Calabria per essere accompagnato da esponenti mafiosi da quell’aeroporto a SIDERNO, per incontrarsi con “Don Vito” e “Don Salvatore”. Avrebbe dovuto avere contatti anche con altro noto mafioso di S. ILARIO IONICO, Antonio D’AGOSTINO, ucciso poi, in una via di Roma.

Inoltre dalle indagini è risultato che il MARIANO Luigi, dopo una breve permanenza a Ponticelli, doveva essere trasferito in Calabria.

Pertanto nel sequestro del MARIANO è dimostrato, per molte coincidenze, il collegamento tra l’anonima sequestri di stampo mafioso ed i vari gruppi eversivi.

Non è a caso, bensì dovuto alla logica di siffatta collaborazione, che, all’atto del suo arresto, il CONCUTELLI Pier Luigi sia stato trovato in possesso di 10 milioni e 900 mila lire facenti parte del riscatto pagato per la liberazione di Emanuela TRAPANI il cui sequestro sembra addebitarsi, con grande attendibilità, a VALLANZASCA Renato e, comunque, a delinquenza comune.

MICELI Salvatore, mafioso da Salemi, risulta dalle indagini esperite per il sequestro MARIANO, eloquentemente legato, nel periodo del sequestro stesso, a MARTINESI Antonio e ad ALOISI Marcello.

Il MARTINESI Luigi era emanazione a Lecce di una organizzazione politica di estrema destra denominata “Milizia Rivoluzionaria” costituita a Roma nei mesi antecedenti al luglio 1975 da responsabili o aderenti ai disciolti movimenti estremisti “ORDINE NUOVO”, “AVANGUARDIA NAZIONALE”, “ORDINE NERO”, “FRONTE NAZIONALE” con programma di ispirazione e dottrina antiparlamentari e mantenimento del potere dello Stato e di promuovere operativamente, all’interno del partito, un numero crescente di adesioni in contrasto con la linea ufficiale adottata dal segretario on. Almirante e giudicata troppo morbida ed antitetica agli originari ideali.

L’organizzazione, secondo un preciso programma, avrebbe fatto fronte, per il suo finanziamento, oltre alle fonti lecite, a rapine, a sequestri di persona, tra i quali quello del banchiere MARIANO Luigi.

E che dire dell’arresto del MARTINESI Antonio avvenuto a Lugano, in Svizzera, il 18-8-76 in esecuzione di mandato di cattura emesso l’1-12-75 dal G.I. di Taranto?

Non a caso risultava, nel corso delle indagini il viaggio fatto a Milano il 4 agosto ’75 da MICELI Salvatore con MARTINESI Antonio ed ALOISI Marcello – a dire del Miceli – accodatosi egli stesso ai due che cercavano a Zurigo finanziamenti per l’acquisto di un grande albergo a PORTO CESAREO.

E del viaggio fatto, nel settembre 1975, a VARESE, PONTE TRESA, CREMISIO (Svizzera) non lontano da LUGANO, da ZUMMO Giuseppe e NASTASI Baldassare di cui si è parlato?

Giova ricordare, inoltre, secondo quanto affermato, nell’ordinanza di rinvio a giudizio, dal G.I. Dr. Morelli, che il MARTINESI Antonio lo stesso giorno o il giorno prima si recò a tempio Pausania per prelevare il MICELI Salvatore, si era recato, col cugino Luigi MARTINESI, a SIDERNO in provincia di reggio Calabria, per abboccamenti con componenti di quell’ambiente mafioso comune al Martinesi ed al Miceli.

E non è dovuto a caso, bensì alla logica di siffatta collaborazione dei MARTINESI, del MICELI, con ambienti mafiosi che recentemente, il 22-5-77, proprio a SIDERNO (R.C.) è stato arrestato MUIA Giuseppe in possesso di una banconota da lire 50.000 facente parte del riscatto pagato per la liberazione di PERFETTI Egidio.

Pertanto se il MARTINESI Antonio e l’ALOISI Marcello, in compagnia del MICELI, si dovevano incontrare all’aeroporto di Milano con GULLO Vito e GULLO Biagio, nipoti del mafioso ZIZZO Salvatore e se i primi due – come è presumibile – si dovevano recare il 4 agosto a ZURIGO, ganglio principale per il riciclaggio del denaro sporco, questo denaro non poteva essere altro che quello proveniente dal sequestro di PERFETTI Egidio, liberato il 23-1-1975.

Circa la matrice politica dei mandanti dei quattro sequestri di persona in esame si evidenzia che, nella lettera con timbro postale “Milano 16-1-75” inviata dai sequestratori alla famiglia PERFETTI, tramite l’avvocato Negri, con richiesta di 7 miliardi, è scritto il calce “NOI DEL PRTITO NON SIAMO ESAGERATI. IL PARTITO E’ INFORMATO”.

Da quanto suesposto si deduce che è esistita ed esiste una potente organizzazione dedita alla consumazione di sequestri di persona con richiesta di prezzi di riscatto di diversi miliardi per fini eversivi i cui promotori, mandanti dei sequestri, vanno ricercati negli ambienti politici delle trame nere ed in ambienti insospettabili, per stessa ammissione di MARTINESI Luigi e per le risultanze delle indagini.

Oltre alla consumazione dei sequestri è stata realizzata anche la cosiddetta “strategia della tensione” con tentate stragi, stragi ed omicidi di persone rappresentative tra i quali quello in danno del Sostituto Procuratore Vittorio OCCORSIO, atti a creare, criminosamente, lo scontento generale, il caos che sarebbe dovuto giovare al pronunciamento dei cospiratori.

Armi militari, munizioni militari, trattati sugli usi degli esplosivi editi dalla Stato Maggiore dell’Esercito, usciti da ambienti militari non si sa come, trovati in possesso del CONCUTELLI, denunziano chiaramente che la matrice dei promotori dell’organizzazione, i cui nomi il MARTINESI non ha voluto rivelare sinora, va ricercata in ambienti insospettabili.

E’ tale organizzazione non ha disdegnato, come dimostrato, di servirsi delle potenti organizzazioni mafiose siciliane e calabresi, commettendo ad esse dei sequestri di persona per realizzare i suoi fini di autofinanziamento.

Passaporti falsi, carte d’identità false, patente di guida falsa, tessera falsa del partito comunista, tesserini in bianco del Ministero della Difesa con timbri a secco, in possesso del CONCUTELLI, erano i mezzi per eludere le investigazioni di Polizia.

Infatti il CONCUTELLI Pier Luigi risulta avere preso alloggio, in vari alberghi di Roma, con le false generalità di CASTELLI Mario nato a Roma il 3-9-1940, nelle seguenti date:

      7-12-1973 Hotel Colony Flaminio

      7-04-1974 Hotel Colony Flaminio

      5-11-1974 Albergo River

      18-02-1975 Hotel Metropoli.

Tentativi di espatrio, con carte d’identità false, di GULLO Biagio e GULLO Vito denunciano la fuga di gregari, esecutori materiali dei crimini, da un terreno che cominciava a scottare anche per GRAZIANI Giorgio, arrestato perché trovato in possesso di un passaporto falso volendo espatriare in Grecia non appena indiziato di reato.

Soltanto una circostanza fortuita agli inquirenti di Lecce ha rivelato la complessità dell’organizzazione criminosa: l’aver sorpreso il MARTINESI Luigi con a bordo della sua autovettura indumenti personali sporchi del sequestrato MARIANO Luigi, ristretto in un appartamento, a brindisi, di proprietà dello stesso MARTINESI.

E, quindi, di fronte a prove concrete di responsabilità il MARTINESI ha fornito particolari non immaginabili della stessa organizzazione che agiva finalizzando i delitti commessi a scopi politici.

Ed agendo su campo nazionale, in regioni diverse, difficile e quasi impossibile sarebbe stato trovare collegamenti tra i vari gravi delitti cioè tra i vari sequestri di persona, dal momento che, normalmente, le indagini vengono ristrette nell’ambito della stessa provincia ove vengono consumati. E se si riesce raramente a provare la responsabilità di alcuni individui locali o a trovare indizi a loro carico si rimane, purtroppo, nella cerchia degli esecutori materiali.

Gli elementi di responsabilità raccolti a carico dei denunciati su ogni delitto di cui in rubrica e sulla loro associazione a delinquere sono la risultante di un obiettivo esame dei vari fenomeni criminosi, scrutati sotto il profilo della divisione dei compiti, dell’organizzazione, delle date, delle località di consumazione dei delitti stessi, delle condotte equivoche di diversi dei denunciati in occasione di improvvisi viaggi dei quali essi stessi non hanno voluto dare giustificazioni attendibili, nonché sotto il profilo della confluenza della finalità.

I responsabili dei sequestri in questione non meritano alcuna attenuante: il PERFETTI Egidio, per tutti i giorni della sua prigionia, è stato tenuto in una nicchia lunga m. 1.80, larga 110 cm ed alta m. 1.30, legato, con la possibilità di uscire il capo da un foro ricavato in una tavola che fungeva da porta. E’ stato tenuto sepolto vivo!

E del CORLEO nessuna notizia. O è morto per collasso data l’età avanzata o è stato cinicamente ucciso affinché, una volta rimesso in libertà, non rivelasse elementi utili per la identificazione dei suoi rapitori. Non è stata data nemmeno la umana possibilità ai figli di averne la salma per tributare al genitore la giusta cristiana pietà.

Si ha a che fare con belve umane.

A chi avrebbero giovato i diversi miliardi ricavati o da ricavare dai sequestri di persona in esame? Ad individui non identificati, mandanti dietro le quinte, non degni nemmeno di alcuna attenuante perché avrebbero voluto, con l’instaurazione violenta di una forma di governo togliere agli Italiani il sommo dei beni: la libertà, con mezzi di lotta basati sulla viltà di crimini infamanti e che grondano ancora di sangue.

E questi criminali non sanno che la libertà è un valore eterno, una prerogativa dello spirito che non si estingue, che si rigenera perché, là ove si sopprime si fa violenza alla stessa natura umana che ne tollera, soltanto per breve tempo, le mutilazioni, le disarmonie. La Grecia dei Colonnelli docet.

Che tale organizzazione esista ancora, anche dopo l’arresto del CONCUTELLI, è dimostrato dal rinvenimento, alle ore 10,45 del 25 aprile decorso, sul soffitto della sala cinematografica “Lo Po” di Catania, mentre veniva celebrata la resistenza, di 5 candelotti di dinamite collegati tra loro on due batterie e legati ad un congegno elettronico ad orologeria, le cui lancette erano puntate alle ore 11.

Una telefonata anonima al quotidiano “La Sicilia” di Catania ha dato l’allarme  e l’immediato disinnesco dell’ordigno ha evitato una vera strage.

E’ dimostrato anche da questa strana circostanza: la notte sul 23 aprile decorso, dopo che lo scrivente si era  intrattenuto tre giorni a Taranto presso quel Tribunale per la lettura di atti di p.g. pertinenti il sequestro di MARIANO Luigi, ignoti si sono introdotti nei locali del Tribunale stesso… alla ricerca di corpi di reato, come risulta dall’allegata notizia di cronaca riportata dalla stampa, scopo questo che lo scrivente non condivide. Ogni considerazione in merito è superflua.

Premesso quanto sopra si denunziano tutti i generalizzati in oggetto e gli ignoti da identificare per i delitti in rubrica loro ascritti.

Si allegano in busta:

      copie dei rapporti richiamati n. 1000/2 del 18-11-76 e del 2-12-76;

      copia dell’ordinanza del G.I. di Taranto del 2-4-1977 di rinvio a giudizio di MARTINESI Luigi +13;

      copia del verbale d’interrogatorio di GRAZIANI Giorgio;

      copie dei rapporti della Questura di Trapani del 2-6-74 e 20-6-74;

      copia del verbale d’interrogatorio di CAMPISI Nicola, dopo la liberazione;

      copia di atti del G.I. di Napoli Dr. Cozzolino relativi a MICELI Salvatore, ZIZZO Salvatore e GALEOTTI Antonio;

copia di due rapporti di indagini sul sequestro di PERFETTI Egidio, redatti rispettivamente il 4-3-1975 dal Nucleo Investigativo CC Milano ed il 28-3-1975 dalla Tenenza CC di Rho;

      copia della lettera con timbro “Milano 16-1-75” inviata alla famiglia PERFETTI tramite l’avv. Negri Clemente;

      copia del verbale di perquisizione dell’abitazione di CONCUTELLI Pier Luigi, sita in Roma in via dei Foraggi 83 e di sequestro di materiale vario cartaceo;

      copia della notizia di stampa sul furto al Tribunale di Taranto.

 

Il V. QUESTORE A.

(Peri dr. Giuseppe)

 

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