Le lettere di Giovanni Spampinato ad Angela Fais

17 novembre 2005

In due lettere inedite di Giovanni Spampinato, gli scenari della strategia della tensione nell'est siciliano e le possibili piste del delitto Tumino.

 

 

I lettori sanno che nella rilettura del caso Tumino-Spampinato si è volutamente scelto di percorrere una pista che si potrebbe definire minimalistica, al fine di poter pervenire il più presto possibile alla riapertura dell'istruttoria, sulla scorta di numerosi elementi emersi di recente, variamente evidenziati in questo sito: a partire comunque dal possibile ruolo di Roberto Campria nel delitto Tumino, che si palesa sempre più come il reale bandolo della matassa. Va detto senza remore che sulla pista Quintavalle-Delle Chiaie, su cui s'interrogava congruamente Giovanni Spampinato, non sono emersi fino a oggi elementi significativi, che possano essere utilizzabili nel quadro di una inchiesta giudiziaria coerente. Va riconosciuto d'altra parte che gli inquirenti del caso Tumino, il procuratore Francesco Puglisi e il sostituto Agostino Fera, se scelsero di non indagare fino in fondo sul figlio del presidente del tribunale, malgrado il sommarsi degli indizi, fecero quanto dovevano sulla possibile pista Quintavalle, con diversi interrogatori e addirittura con una perquisizione presso l'abitazione dell'ex repubblichino della Decima Mas. E le carte, oggi divenute accessibili, confermano che tali indagini non diedero alcun risultato. Ciò malgrado le due lettere del giornalista de "L'Ora", fino a oggi inedite, restano estremamente importanti per capire gli scenari foschi della Sicilia del tempo, in bilico fra squadrismo neofascista e malavita organizzata. I due documenti ci sono pervenuti, nel giugno 2005, dallo storico Giuseppe Casarrubea, accompagnate da una nota che viene pubblicata qui di seguito.

Carlo Ruta

 (Continua)

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