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1947; il Movimento Sociale dietro la “Gladio” nera [di Vincenzo Vasile – tratto da L’Unità – 2 marzo 2007]

7 maggio 2006

1947: il Movimento sociale
dietro la «Gladio» nera
Negli archivi di Londra documenti dell’MI5 sulla costituzione
di una forza eversiva. Le tracce dei fondi del tesoro nazifascista

«’U PROFESSURI s’ammazzò», s'è impiccato.
Non è vero, ma tanto vale mettere in giro la voce, fare arrivare con il passaparola all’interessato, che non ha alcuna intenzione di suicidio, decine di trepidi e inconsapevoli messaggi di condoglianze.
Insomma:

meglio morto. Giuseppe Casarrubea, lo storico siciliano che ha riaperto la pagina ingiallita della strage di Portella della Ginestra e
della banda Giuliano, di cui fu vittima sessanta anni fa anche suo padre, ha ricevuto in questi giorni a Partinico (Palermo) il più classico  degli avvertimenti mafiosi. E s'è recato dalla polizia e per denunciare l'intimidazione, e per far sapere che è vivo e vegeto.«Se qualcuno pensa di incutermi paura – dice – si sbaglia di grosso. Da anni conduco una battaglia importante per ristabilire la verità sui troppi misteri che circondano la storia italiana dal 1943 al 1948». Ad accendere con ogni probabilità la miccia delle minacce è stata la presenza
di una troupe della trasmissione di Rai tre Chi l'ha visto, che la settimana scorsa ha «girato» con la consulenza di Casarrubea un bel
po' di materiali nelle «location» della prima strage di Stato. Casarrubea sta preparando anche l'apertura al pubblico di un archivio,
costituito da migliaia di carte, provenienti dagli archivi di Stato degli Stati Uniti, Gran Bretagna, Slovenia e Italia. E sta uscendo per Bompiani un suo volume, scritto assieme al ricercatore Mario Josè Cereghino, che reca il sottotitolo L'oro nazifascista, l'America Latina e la guerra al comunismo in Italia 1943-1947, in cui – dichiara – «traccio un'ipotesi finalmente plausibile su ciò che è avvenuto sessant'anni fa in Italia, e non solo ». Può apparire certamente singolare che i fantasmi della strategia della tensione e della Guerra Fredda si materializzino sotto forma di minacce di morte tanti anni dopo. Ma le ricerche di Casarrubea e Cereghino sembrano essere approdate ormai alla verifica di un unico filo nero che collega tanti misteri eversivi italiani, a partire dalla strage di Portella. In particolare, la ricerca ha gettato luce sui copiosi finanziamenti della rete eversiva italiana, frutto del tesoro nazifascista che dopo Stalingrado prese le
vie dell'America latina. E sull'implicazione del neofascismo «legale» nella trama che ha segnato decenni di recente storia italiana. In particolare un documento desecretato dai National Archives di Kew Gardens, Londra nel gennaio dell'anno scorso, rivela un episodio inedito: la costituzione sin dalla fine del 1947 di una sorta di «Gladio» nera ante litteram affidata in gestione al neonato Movimento
sociale. In un memorandum intitolato «Panorama della destra italiana del 13 settembre 1951», con la dicitura «segreto», l'MI5 – l'intelligence britannica – informa che «l'organizzazione della forza paramilitare clandestina dell'Msi ha preso corpo alla fine del 1947, grazie al generale Muratori, ex generale della Mvsn (Milizia volontaria della sicurezza nazionale). L'attuale comandante dell'organizzazione paramilitare dell'Msi è Gualasco, ex maggiore dell’esercito italiano. Il nucleo dell’organizzazione paramilitare dell'Msi è composto da ex ufficiali delle Brigate nere della Repubblica sociale, responsabili dell'organizzazione per regioni. I reclutamenti sono fatti tra: a) ex membri delle brigate nere; b) tra i ranghi della polizia. Tra questi molti sono convinti che la Pubblica sicurezza verrebbe meno in caso di guerra con la Russia, anche perché l'insurrezione interna dei comunisti darebbe via allo scoppio delle
ostilità.
Poco si sa di questa organizzazione anche se sono efficienti e posseggono una notevole forza. Le principali fonti degli armamenti
sono: a) depositi segreti di armi della Rsi e delle forze tedesche in Italia; b) Rifornimenti clandestini di armi fatti dalla polizia. Nel
caso dello scoppio delle ostilità con la Russia, per l'Msi sarebbe impossibile mantenere le posizioni nell'Italia settentrionale.
(…) L'attuale piano prevede un ritiro immediato dall'Italia del Nord per attestarsi sulla linea gotica.
(…) Anche gli uomini della ex Flottiglia Mas, particolarmente attivi nel pianificare il loro ruolo paramilitare, hanno scelto la
linea gotica come prima linea di difesa». Il generale della ex-milizia Ennio Muratori citato in questo dossier fu ricordato nel 25esimo
anniversario della nascita dell'Msi da Pino Romualdi come colui che lavorò al fianco di Nino Buttazzoni, braccio destro di
JunioValerio Borghese, alla ricostituzione unitaria delle varie frange del clandestinismo fascista in contatto con i servizi Alleati,
già sul finire della guerra in un organismo denominato «Senato».
E fu Muratori, assieme a Buttazzoni a costituire l'Eca (esercito anticomunista). Cioè un'organizzazione con spiccate attività
terroristiche, cui, secondo altre carte dei servizi di informazione e sicurezza italiani già pubblicate da Casarrubea, aderì lo stesso
bandito Giuliano proprio mentre imbracciava le armi contro i contadini a Portella.

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