Anni difficili - Rapporto Peri [III^ Parte]

Le circostanze anzidette dimostrano che un’unica potente organizzazione mafiosa, per la presenza di affiliati legati da stretti vincoli di parentela, facente capo al noto mafioso ZIZZO Salvatore ed a suoi altereghi, ha preso in appalto la realizzazione dei quattro sequestri in questione: due in Sicilia, in comuni viciniori di province limitrofe per ragioni tattiche (Salemi e Sciacca) uno a Milano-Lainate e un altro in Puglia (Gallipoli) poiché in ciascuno di essi figura, come riscontro probante ora – nel caso sequestro PERFETTI – la banconota trovata a MESSINA Nicolò (compagno di latitanza del Vannutelli, del Ferro e del Renda suddetti), ora la banconota trovata a GRAZIANI Giorgio che ha tentato l’espatrio – amico di Scaglione Girolamo da Alcamo e di Lena Fernando – caso sequestro CAMPISI – orea la presenza insolita a Salemi di ZIZZO Salvatore la mattina del 17/7/1975 (giorno in cui è stato consumato il sequestro CORLEO) presenza che inizia fin dal 7 precedente (a soli 7 giorni dal sequestro CAMPISI), ora la incriminazione, nel sequestro MARIANO, del MICELI Salvatore “alias Luciano Patti” nipote dello stesso ZIZZO e tutt’ora latitante.

Inoltre, come riscontro ricorrente sia nel sequestro del CAMPISI che in quello del MARIANO, che dimostra l’unicità dell’organizzazione, è da evidenziare che in entrambi i casi uno dei carcerieri è di accento “romano” mentre figura la presenza di un individuo con le braccia molto pelose sia nel sequestro del CORLEO che in quello del MARIANO.

Che tale potente organizzazione mafiosa perseguisse indirettamente dei fini che esulano dal mero conseguimento del prezzo del riscatto dei sequestrati, fini diversi perseguiti invece dai mandanti, è dimostrato dalla dichiarazione resa dal CAMPISI Nicola dopo la sua liberazione e cioè che ricevuta, dopo due giorni dalla sua cattura, la visita, nel cunicolo ove veniva tenuto segregato, di tre individui incappucciati e indossanti delle tute, di cui uno con accento “romano” e l’altro con accento settentrionale, costoro gli avevano precisato “di non essere dei comuni delinquenti” ma che “agivano per delle finalità non meglio precisate”.

Più esplicitamente la stessa ammissione nel caso del sequestro di MARIANO Luigi, era stata fatta, come anzidetto, dal MARTINESI Luigi allorquando al G.I. Dr. Morelli ha chiarito i fini dei sequestri decisi a Roma.

Circa la responsabilità di alcuni dei consociati nel sequestro di PERFETTI Egidio, consumato a Lainate il 13.1.1975 e del cui riscatto una banconota fu trovata in possesso di Messina Nicolò, si fa presente che ZIZZO Salvatore, MICELI Salvatore e GALEOTTI Antonio nato a Napoli il 17-1-1930, arrestati il 19-2-1973 a Napoli unitamente ad altri per associazione per delinquere e spaccio di stupefacenti, furono scarcerati in data 20/3/1975 dal G.I. di Napoli per decorrenza dei termini e assegnati alle seguenti dimore obbligate:

      ZIZZO Salvatore a Narcau (Cagliari)

      GALEOTTI Antonio ad Olzai (Nuoro)

      MICELI Salvatore ad Agius (Sassari) e, poi, a Tempio Pausania (SS) da dove si rese irreperibile tra il 28 ed il 29 luglio ’75.

Il MICELI, tratto in arresto dai carabinieri di Capua il 24/3/76 in esecuzione di mandato di cattura emesso il 12-8-1975 dal G.I. di Napoli per violazione degli obblighi, impostigli, veniva dimesso il 19-9-1976 dal carcere di S.Maria Capua Vetere con obbligo di dimorare a Colli al Volturno (Isernia). Dal 18-2-1977 al 23-2-77 è stato autorizzato a recarsi a Salemi ed in atto è irreperibile.

 (Continua)

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