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Una specie di introduzione: Montagna Longa, una storia siciliana.

23 dicembre 2006

Voglio raccontarvi una storia. Difficile. Che disorienta. Che ad entrarci dentro fa venir voglia di riemergere a riprendere fiato. Cupa. Dolorosa. Siciliana. Di uomini. Di donne. Siamo in Sicilia, appunto. A Palermo, ed è il 5 maggio del 1972. Un aereo esplode e cade su Montagna Longa. Nessun sopravvissuto.

Le vedove incassano un risarcimento. Meglio non fare domande. Tutto si chiude presto. Alcune famiglie chiedono la riapertura dell'inchiesta. Si costituiscono parte civile. Gli orfani sono troppo giovani. Poche persone adulte a prendersi carico di una battaglia contro il solito "muro di gomma". E' tutto un succedersi tra presentazione di istanze e rifiuti immotivati. Il risarcimento alcuni lo spendono tutto così.

L'aereo ha deviato la rotta e si è schiantato. Poi alcuni testimoni dicono: no, è esploso in aria. Di cosa è esploso? Per autocombustione? Non si sa. Ma al giudice non importa. Tanto è già deciso. Carta canta. L'aereo urta, no cade, no esplode. La cassazione dice che è tutto ok. Deve essere stato un incidente. Ah, allora ok.

I piloti non hanno dato nessun allarme. Erano drogati. Ubriachi. La perizia tossicologica dice che non è vero. Ma al giudice non importa. Deve essere stato un incidente.

La scatola nera non da notizie. La perizia dice che è stata danneggiata. Rispondono che può succedere. Una scatola nera si può riavvolgere. "Come una vecchia musicassetta" – dice Maria Eleonora Fais. Al giudice i dubbi non interessano.

Alcuni corpi erano disintegrati. Come può un impatto disintegrare la gente? Sull'aereo c'erano un giudice, una giornalista… Erano tutti senza scarpe. I soccorsi sono arrivati con comodo. Prima sono arrivati gli sciacalli del territorio a rubare ai morti… Così si dice.

L'autopsia è stata fatta solo sui corpi dei due piloti. C'era una borsa dilaniata dall'interno. C'era un corpo che non è mai stato identificato. C'e' che il volo ha ritardato l'atterraggio di dieci minuti. Buoni, forse, a far saltare in aria una bomba ad orologeria prima di far scendere un possibile attentatore. C'e' che un vicequestore, Giuseppe Peri, ha scritto in un rapporto che poteva trattarsi di una strage inserita in un contesto di trame tra eversione nera e mafia. C'e' che il vicequestore è stato liquidato come pazzo e lo hanno retrocesso e trasferito a Palermo. Ci muore di infarto dopo due anni

Il Rapporto Peri è sparito. Maria Eleonora Fais lo ha ritrovato dopo più di venti anni. Lo ha pubblicato l'Istituto Gramsci Siciliano. "Qui – racconta Maria Eleonora – chiedono autori a fare da curatori della pubblicazione. Altrimenti non si pubblica." Ne recuperano due. Esperti di mafia che offre la piazza. Renato Azzinnari e Leone Zingales. Un ispettore di polizia e un cavaliere della repubblica giornalista del giornale "La Sicilia". Loro correggono il tiro. Parlano di mancati riscontri concreti. Introducono cioè il rapporto con uno splendido esempio di pessima cultura siciliana: Per un verso "allìsciano" ovvero cantano l'osanna e l'alleluia per questo sant'uomo, Giuseppe Peri, e il suo lavoro, e per l'altro gli ridanno – quasi come chi lo ha screditato in precedenza – del "depistato ad arte". In più vengono rilanciati – in questo bizzarro modo di fare informazione. (Se poi lo dice L'Ora, beh deve essere proprio vero) – da un articolo che spunta proprio tra le pagine dell'Ora. Meglio, di quel che rimane dell'Ora quando fu chiuso e poi – con nome preso a prestito – riaperto (chiuso dopo un anno) con un equipe di inesperti collaboratori e alcuni opinionisti innegabilmente "moderati". De L'Ora originaria non resta così neppure il ricordo. Lo stesso giorno però la Repubblica (con una tiratura un tantino migliore) esce con un articolo di segno totalmente opposto, con una ricostruzione precisa di come sono andate le cose e di quali sono gli umori intorno al Rapporto Peri. Siamo in pieno periodo revisionista. La P2 è apparsa e scomparsa come per incanto. Gli stragisti neri magari si candidano alle elezioni. Brutto periodo per Peri per essere riscattato. Davvero brutto. Però il rapporto c'e'. Introdotto da schifo, ma c'e'. Ma al giudice questo non importa. Tanto non basta per riaprire l'inchiesta.

C'e' la sorella della giornalista de L'Ora, Angela Fais, che ostinatamente cerca da trent'anni la verità e a casa ha quintali di carta che le dicono che la spiegazione è un'altra. C'e' che gli orfani e le orfane delle vittime della strage di Montagna Longa ora sono cresciuti e vorrebbero una spiegazione seria. Perchè non hanno mai dimenticato e non possono rimuovere quell'assurdo dolore che, come un tornado, un'eruzione vulcanica, uno tsunami, un terremoto, è passato sulle loro vite e le ha lasciate apparentemente, fisicamente, intatte ma finite. Tutte da rifare senza poter contare su niente. Nessun relitto, nessuna scialuppa di salvataggio. Neanche un grammo di energia per permettere loro di continuare a vivere senza pensare al nulla e al vuoto a perdere che il dolore ha lasciato loro come unica eredità.

Allora qualcun'altro per stima e affetto si appassiona alla storia e si capisce che il guaio è grosso. Così la Regione Siciliana equipara quegli orfani alle vittime della mafia e destina posti di lavoro per quelli, tra loro, che non hanno compiuto 45 anni e sono residenti o nati in Sicilia. Molti di quei figli però un lavoro già lo hanno. Se lo sono guadagnato. Per alcuni di loro invece la vita è stata difficile come per tutti ma anche più sfigata perchè un padre e una madre morti, o un padre morto e una madre casalinga in Sicilia non sono una gran cosa. Quel lavoro li trova a volte quarantenni e non indipendenti.

Non basta. La verità non arriva ancora. Quei figli orfani non capiscono. Vogliono capire. Danno soldi e riconoscimenti ufficiali e nessuno intende spiegare il  perchè? Chiedono di riesumare i corpi dei loro cari, o quello che ne rimane. Chiedono una ulteriore perizia. La chiedono da tanto. Bisognerebbe capire se nelle ossa, in qualunque parte del corpo di quelle vittime c'e' traccia di esplosivo. La giustizia non vuole saperne nulla. Riesumare e fare la perizia si può ma a loro spese. Un salasso di spesa.

Quindici figli (Tra i cognomi: Scaccianoce, Fontana, Guccione, Scaglione, Vaccaro, Gennardi…) in una lettera del 23 marzo 2003 scrivono:

"Era una mite serata di maggio, senza vento, nulla faceva presagire la tragedia che in pochi secondi avrebbe sconvolto la vita di una intera cittadinanza… si, perchè in città nel disastro di Montagna Longa tutti avevano perso qualcuno: uno o più parenti, un amico, o semplicemente, un conoscente. Era il 5 maggio 1972: su quell'aereo c'erano i nostri genitori. Eravamo bambini, alcuni di noi avevano solo pochi mesi. Non sapevamo che quel giorno avrebbe segnato l'inizio di una vita piena di quesiti ai quali, a tutt'oggi, nessuno ha saputo, o voluto dare risposta: a che ora è caduto l'aereo? E' caduto o è esploso? E' stato un tragico incidente causato dal cattivo funzionamento della strumentazione di bordo o un misterioso attentato? C'erano le elezioni politiche dopo pochi giorni e su quell'aereo c'erano anche personalità di spicco […] quali giornalisti, un giudice…

Perchè i corpi erano tutti privi di scarpe? Perchè Franco Indovina, regista, è stato trovato disintegrato (di lui sono state trovate solo la protesi dentaria ed un documento di identità) mentre altri corpi sono stati trovati quasi integri? Perchè l'autopsia è stata fatta solo sui corpi dei due piloti? Perchè una borsa risultava dilaniata dall'interno, da cosa? Perchè il nastro della scatola nera è risultato strappato? Chi era la vittima il cui corpo non è mai stato identificato? Perchè è stata data la colpa ai piloti? Responsabilità poi esclusa dalla perizia tossicologica… Quali le responsabilità del Ministero dei trasporti, dell'aviazione civile, dell'Itav (impianti tecnici di assistenza di volo), dell'aeroporto di punta raisi? […] Il processo di primo grado si conclude con l'assoluzione di tutti, è il 27 aprile 1982, stessa cosa per la sentenza di appello e anche per quella della cassazione del 1984. Ma c'e' chi non si arrende […] niente da fare, il caso viene nuovamente archiviato nel 2002, dopo una ennesima istanza presentata da Eleonora Fais presso la Procura di Palermo con elementi inediti che rafforzerebbero l'ipotesi di un attentato di tipo stragistico. Istanza poi respinta Ma non finisce qui perchè proprio in questi giorni Eleonora presenta ancora una volta istanza per la riapertura del processo…sarebbe bello…"

E dopo tanto tempo c'e' chi – il politico in odor di elezioni di turno – vorrebbe persino celebrare l'anniversario della morte di persone che sono state ignorate per trenta anni. I parenti hanno fatto una richiesta: "Non usateli. Non usateci!" grazie.

Alcune persone però se ne sono occupate. Alcune cominciano ad occuparsene ora. Insieme stiamo mettendo una parte del materiale leggibile, che narra e informa, in un sito che è in corso d'opera. Su Noblogs, che è un grande progetto (l'ennesimo di Autistici/Inventati). Fatto di luoghi intimi e pagine di storia del passato e del presente.

Il materiale su Montagna Longa viene inserito dopo scannerizzazione e conversione in file di testo. Un lavoro che richiede tempo. Quindi dateci un'occhiata ma tornateci altre volte se potete e volete per leggere di più. Per ogni persona che si interessa a questa strage dimenticata i parenti delle vittime, ovviamente ringraziano!

[e.p.]

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  1. nica
    4 maggio 2007 a 9:48 | #1

    in quell’ aereo c’ era anche mio zio, Mario Graziano. Io non l’ ho mai conosciuto, non ero neanche nata quando è accaduta la strage, ma ho imparato ad amarlo grazie ai ricordi di mio padre, il fratello, e adesso, ogni 5 maggio, con lui la mamma e i miei fratelli ci rechiamo alla chiesa madre di Carini per commemorare queste vittime. E’ davvero straziante sentire ripetere i nomi di queste persone, ricordate una per una, vedere i volti dei familiari che si contraggono in smorfie di dolore nel momento in cui il nome del loro caro viene ripetuto. Dai racconti di mio padre ho potuto dedurre che in molti credono si tratti di incidente…ma quello che sto leggendo su internet, su un eventuale bomba a bordo, mi sta incuriosendo molto..

  2. celina leone
    11 marzo 2007 a 14:01 | #2

    parlavo con un mio amico del fatto che in quell’aereo c’era anche il fratello di un nostro carissimo amico, il cui nome era Francesco Pomara. Suo fratello Giacomo che era andato col padre a Palermo per il riconoscimento della salma, aveva riferito che il corpo era praticamente intatto, ad eccezione della perdita di due dita di una mano.
    Lo aspettavano per il giorno successivo, ma lui probabilmente aveva anticipato il volo perchè voleva fare una sorpresa ai famigliari.
    abbiamo cercato un pò dappertutto su internet per cercare l’elenco completo delle vittime, ma non c’è. bisognerebbe farlo, per farne una testimonianza storica.

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