Rapporto Peri [IV^ Parte]

E che dire del fatto che all’Avv. Negri, per la consegna de riscatto di due miliardi per la liberazione del sequestrato PERFETTI, è stato imposto di ripercorrere più volte l’itinerario Lainate – Lodi – Varese?

Nel periodo della durata del sequestro di PERFETTI, il MICELI Salvatore era detenuto nelle carceri di Napoli, ma che necessità aveva, dopo essere stato scarcerato, allontanandosi arbitrariamente dal soggiorno obbligato di Tempio Pausania, di raggiungere il cugino GULLO Vito a Milano, egli che risulta compartecipe del sequestro di MARIANO Luigi?

Il MICELI, interrogato dal Giudice Morelli, giustificò il suo viaggio il 4 agosto a Milano con MARTINESI Antonio ed ALOISI Marcello asserendo di dover incontrarsi col cugino GULLO Vito(e forse anche con cugino GULLO Biagio) nipote di ZIZZO Salvatore per salutarlo (prima versione) e per farsi consegnare documenti falsi (seconda versione). I due cioè il Martinesi e l’Aloisi si recano, poi, in aereo da Milano a Zurigo, una delle città della Svizzera nota per il riciclaggio del denaro proveniente da sequestri di persona.

Il MARTINESI Antonio ed il COSTANTINI Gianfranco si recarono a Tempio Pausania per liberare il Miceli dal soggiorno obbligato lo stesso giorno od il giorno successivo ad altro viaggio fatto a Reggio Calabria dal Martinesi Antonio col cugino Martinesi Luigi per un abboccamento con esponenti dell’ambiente mafioso di SIDERNO, comune a Miceli, tra i quali Antonio MACRI’, noto capo mafia di Sidereo. Caso strano che il 25 maggio decorso i Carabinieri di Milano, tra 28 pregiudicati, arrestano MUIA Giuseppe, di anni 33, da Sidereo Marina (R.C.), in oggetto generalizzato, trovato in possesso di una banconota da £. 50.000 proveniente dal riscatto di PERFETTI Egidio.

Anche tale circostanza, cioè l’arresto del MUIA, prova i collegamenti tra le associazioni mafiose calabresi e siciliane nella consumazione dei sequestri e per la presenza del MARTINESI Antonio a Sidereo, di essi Martinesi coimputati, poi, col MICELI Salvatore, nel sequestro Mariano, si ha la riprova della nota finalizzazione anche del sequestro PERFETTI, stando alla confessione dello stesso MARTINESI Luigi circa il fine dell’autofinanziamento dei sequestri.

E’ quindi ipotizzabile che il viaggio dei due suddetti MARTINESI a Sidereo, nel luglio 1975 e, dopo, a Milano con MICELI ed a Zurigo non poteva avere altro scopo che la cooperazione nel riciclaggio del denaro del sequestro di PERFETTI Egidio.

In relazione a tale sequestro è necessario disporre una perizia comparativa tra il contenuto della lettera estorsiva di £. 7 miliardi, dattiloscritta, recante il timbro postale Milano 16-1-1975, pervenuta alla famiglia Perfetti tramite l’avv. Negri Gianfranco Clementi ed il contenuto delle lettere pervenute alla famiglia di MARIANO Luigi, scritte di pugno del sequestrato, spedite da Reggio Calabria, Catanzaro e Roma.

E’ necessario, inoltre, disporre una perizia fonetica comparativa tra tutte le registrazioni delle conversazioni telefoniche eseguite in occasione delle richieste dei riscatti dei quattro sequestri di persona in argomento per stabilire se gli interlocutori estorsori siano le stesse persone.

E’ noto che, in occasione del sequestro di CORLEO Luigi, i sequestratori abbandonarono su una autovettura, a Ponte Biddusa, sulla Statale Salemi-Marsala, due caricatori per mitra con complessive 60 cartucce recanti sul fondello dei bossoli la sola d’identificazione “Leon Beaux C-9 M-38 1966”. Poiché il Ministero della Difesa – Direzione artiglieria di TERRARMIMUNI ha fatto conoscere che le cartucce appena descritte, facenti parte di un lotto di 3600 cartucce, sono state distribuite alla direzione della Marina Militare di AULLA (Massa Carrara) e alle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Cagliari, Torino ed Udine, è stato richiesto, a ciascuno dei suddetti Comandi Militari, di comunicare se in data anteriore al 17/7/75 – data del sequestro del Corleo – siano state sottratte cartucce calibro 9 lungo per mitra con la citata sigla di identificazione, in loro danno.

Parallelamente è stato richiesto al G.I. Dr. Corrieri del Tribunale di Firenze di comunicare l’iscrizione completa incisa sulla base dei fondelli delle 339 cartucce cal. 9 rinvenute a Roma il 13/2/977 nell’abitazione di CONCUTELLI Pier Luigi all’atto del suo arresto nonché l’iscrizione incisa sulla base dei fondelli dei bossoli cal. 9 lungo per mitra rinvenuti in occasione dell’omicidio del Giudice Vittorio OCCORSIO.

Il dottor Corrieri, con nota n. 558/76 del 25-5-77 ha fatto conoscere che tutte le armi e le munizioni sequestrate al CONCUTELLI sono state versate alla Cancelleria dei corpi di reato del Tribunale di Roma che ha giudicato per direttissima il Concutelli stesso e, pertanto, non è in grado di specificare la scritta esistente sui fondelli dei bossoli e delle cartucce di cui sopra.

Analogo quesito è stato fatto al Presidente della 9^ Sezione Penale del tribunale di Roma.

I Comandi delle Legioni Carabinieri di Bologna, Palermo, Roma, Udine, Torino – Tranne quello di Cagliari – Uffici OAIO rispettivamente con note del 24-5-77, 7-7-77, 6-6-77, 30-6-77 hanno comunicato che non risulta alcun ammanco di cartucce cal. 9 con la sigla “Leon Beaux C-9-M-38-1966” verificatosi in data anteriore al 17-7-75.

La direzione del munizionamento della Marina Militare di AULLA con nota del 24-5-77 ha comunicato che presso quella direzione non si sono verificate sottrazioni di munizioni di qualsiasi calibro e tipo.

E’ stato anche richiesto al Ministero della Difesa di comunicare a quali reparti militari ed in quali date siano stati assegnati la pistola Beretta cal. 9 corto matricola 781761 ed il moschetto automatico mod. 38/A “Beretta cal. 9” matricola 448, sequestrati al CONCUTELLI Pier Luigi, nelle anzidette circostanze.

 (Continua)

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