Nessun patto tra mafia e trame nere [di Maurizio Macaluso - Quarto Potere - 26 aprile 2007]

Trent'anni dopo il rapporto del commissario Peri continua a fare discutere. Marcello Immordino, figlio di un ex questore di Trapani ed amico del funzionario di polizia, fornisce una interessante chiave di lettura dei fatti

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"Dal dopoguerra ad oggi ogni volta che un magistrato o un investigatore è andato controcorrente è stato isolato. C'è una morte fisica. Un povero disgraziato si prende una raffica di pallottole. Tutti partecipano alla passerella dichiarandosi amici della buonanima quando in vita erano acerrimi nemici. E c'è una morte civile. Una persona viene isolata e messa nelle condizioni di non operare. E ciò che è accaduto a Giuseppe Peri".

Marcello Immordino sa quanto è difficile fare il poliziotto in Sicilia. Suo padre, Vincenzo, è stato un funzionario di polizia integerrimo. Negli anni Settanta è stato questore di Trapani. Nel 1980 non esitò a segnalare che uno dei funzionari della questura di Palermo era venuto meno ai suoi doveri. Anche Marcello Immordino è stato poliziotto. Ha condotto importanti indagini sulla criminalità.

Si è occupato di episodi riconducibili alle trame nere. Ha conosciuto Giuseppe Peri a Trapani nel periodo in cui suo padre era questore. Si sono rincontrati, alcuni anni dopo, a Palermo, dopo che Peri era stato trasferito nel capoluogo siciliano. "Era un grandissimo investigatore", dice. "Aveva un grande fiuto. Riusciva con grande facilità a cogliere ciò che si celava dietro ai fatti".

 (Continua)

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