Commento e Contestazione alle risultanze dell’Inchiesta LINO da parte dell’A.N.P.A.C. [SINTESI TRATTA DAGLI ATTI PROCESSUALI]

A. In generale

L’inchiesta ministeriale è prevista dal Codice della navigazione, il quale disciplina all’art. 826 l’inchiesta sommaria, affidata al Direttore di aeroporto e, agli articoli 827-828-829, l’inchiesta tecnico-formale viene affidata ad apposita commissione.
I compiti di quest’ultima sono indicati all’art 827, i poteri, analoghi a quelli propri dell’Autorità Giudiziaria, sono precisati all’art. 828; la forma nella quale i risultati delle inchieste devono essere raccolti, sono stabiliti all’art. 829: si tratta della forma classica con la quale si fissano gli accertamenti peritali ed in genere le conclusioni di una indagine.
Quello che il Codice non stabilisce è la composizione della Commissione tecnico-amministrativa di inchiesta; il Codice infatti rinvia a Regolamento che come è noto non è stato mai emanato. Di conseguenza la composizione della Commissione è restata ed è tutt’ora nella discrezionalità del competente Ministro (Trasporti ed A.C.).
Ora, fermo quanto sopra, non per questo è detto che la composizione della Commissione si possa risolvere in una posizione di assoluta prevalenza dei rappresentanti dell’Amministrazione dell’Aviazione Civile che è pur sempre la responsabile di quanto avviene nel settore: ovvero si possa risolvere nella assoluta discrezionalità per quel che riguarda la determinazione dei modi e dei tempi delle operazioni di inchiesta.
E’ per contrastare siffatta eventualità che l’ANPAC (Associazione Nazionale Piloti Aviazione Civile), anche in questa occasione denuncia come sia sommamente urgente la emanazione della disciplina regolamentare per l’esecuzione del Codice della Navigazione, o in subordinata ipotesi di una normativa organica e completa della materia, sia pure nelle forme amministrative più correnti ed immediate.

B. In particolare

Come da decreto ministeriale in data 12.06.1972 la Commissione di inchiesta per l’incivolo di Palermo era così costituita: Presidente: Isp. Gen F. LINO; Membro sicurezza volo: Com.te R. Dentesano; Membro RAI: Ing. F.P. Lacca; Membro Civilavia: Isp. G. Nartucci; Membro medico: Magg. CSA O. Scerrino; Membro Ass. Volo: Cap. M. Valenti; Membro ANPAC: Com.te G. Ferretti.
Pur riconoscendo come detto in precedenza, la discrezionalità del Ministro nella composizione della Commissione di inchiesta, non si può fare a meno di notare come la presenza in maggioranza di membri appartenenti ad amministrazioni direttamente responsabili delle deficienze della nostra Aviazione Civile, ampiamente denunciata anche da questa Associazione, susciti subbi sul procedere e sulle conclusioni dei lavori.
E’ indicativa a questo proposito la constatazione che nel corso della stesura della relazione di inchiesta la Commissione non abbia accettato di includere in alcun modo, le descrizioni delle deficienze degli aiuti radiovisivi di Punta Raisi, nemmeno sotto forma di intervento personale del membro Ferretti. Solo dopo interminabili discussioni è stata tollerata l’inclusione di una frase con allusione ad una “nota riluttanza dei Piloti ad eseguire l’avvicinamento strumentale” (a Punta Raisi) e con riferimento specifico a questa, l’aggiunta di una Raccomandazione affinché il Comitato aeroporti (istituito dal Ministro Scalfaro) indaghi sul significato di tale frase e sulla fondatezza di tale riluttanza. A tale proposito si fa rilevare l’inopportunità di rinvio ad altri dell’accertamento delle condizioni operative dell’aeroporto di Palermo.
Infine data la gravità dell’incidente, e la difficoltà dell’inchiesta, aumentata anche dalla scarsità di “evidenze” (p.e. Registrazione Flight Recorder) si ritiene che il raggiungimento delle conclusioni dei lavori della Commissione alla data del 17 giugno, termine del tutto inadeguato, sia indicativo di una inammissibile fretta.
E’ intenzione dell’ANPAC allargare obiettivamente il campo delle indagini e delle responsabilità. E’ intenzione dell’ANPAC far conoscere quanto doveva essere fatto e non è stato fatto, malgrado i tentativi esperiti in questo senso dal proprio membro della Commissione d’inchiesta. E’ intenzione dell’ANPAC, infine proporre come indispensabile una analisi di fondo sull’incidente e sulle sue possibili cause la sola che possa contribuire al miglioramento della sicurezza del volo in generale, è nel limite delle umane possibilità, ad evitare il ripetersi di sciagure tanto gravi.
Osservazioni ANPAC sulla relazione d’Inchiesta ministeriale relativa all’incidente di volo avvenuto a Palermo il 5/05/1972
La constatazione più sorprendente cui si perviene dopo la lettura della relazione in esame, e che nessuna delle 10 raccomandazioni finali (tranne forse la quinta, che raccomanda che “almeno nei casi in cui il certificato di navigabilità dell’a/m prescriva la presenza a bordo di un terzo membro, questi sia anche un pilota abilitato”) ESPRIME ALCUNCHE’ DI SOSTANZIALE CHE POSSA CONTRIBUIRE AD EVITARE IL RIPETERSI DI INCIDENTI ANALOGHI, A PALERMO ED ALTROVE.
Tale lacuna è tanto più grave in quanto è ormai statisticamente dimostrato che la maggior parte degli incidenti ad aeroplani di linea avvengono nella fase di avvicinamento.
Le 10 raccomandazioni finali, che riguardano argomenti secondari oppure sfiorano in modo generico aspetti anche importanti delle attività connesse con le operazioni del volo commerciale, ci pare interessino solo marginalmente l’incidente e la sua meccanica.

 (Continua)

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